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    Di Francesco: "Ci sono mancate determinazione e cattiveria"


    Le parole del tecnico giallorosso dopo la sconfitta alla Dacia Arena

    La Roma esce senza punti dalla Dacia Arena: l’Udinese vince grazie al gol di De Paul, mentre i giallorossi non riescono a essere incisivi sotto porta nei tentativi capitati nei due tempi (26 tiri totali, nove nello specchio).

    Ecco le parole di Eusebio Di Francesco al termine del match.

    Oltre alla prestazione sono mancate fame e cattiveria?

    “Secondo me la prestazione quando nel primo tempo fai l’80 per cento di possesso palla e fai 26 tiri in porta c’è. Sono mancate, però, la voglia e la determinazione di vincere la partita. Forse è una questione caratteriale. Non possiamo permetterci di fare la partita per 60 minuti e poi prendere gol da fallo latrale a quaranta metri dalla porta. Ci sono state ingenuità che in precedenza non avevo visto. Non abbiamo sfruttato al meglio le situazioni create durante il nostro dominio della gara: le opportunità ci sono state e ci si ritroviamo ancora a leccarci le ferite. La determinazione e la cattiveria sono mancate, ma le giocate importanti le abbiamo espresse: siamo mancati negli ultimi 15 metri dove non siamo riusciti a concretizzare la mole di gioco”.

    Con tutti questi numeri perché è mancata la capacità di finalizzare?

    “Purtroppo queste partite sono determinate anche da alcuni episodi, che fanno parte del calcio. Dobbiamo credere di più in quello che facciamo, non è sfortuna. Ovviamente si guarda sempre il risultato, ma la squadra oggi è scesa in campo e non posso dire che non abbia fatto la partita. Per certe cose, però, siamo ancora indietro. Non servono alibi sui rigori. In certi momenti della partita abbiamo dato fiducia agli avversari. In quei 55 minuti prima del gol loro la squadra doveva far gol. Sono avvelenato perché mi aspettavo i tre punti e questa prestazione dimostra che non sempre dominare le partite ti porta a un risultato positivo”.

    Le occasioni ci sono state, però certi dettagli nelle conclusioni fanno la differenza tra una grande squadra e una formazione che deve ancora crescere?

    “Condivido pienamente. Non abbiamo ancora raggiunto una crescita adeguata. Io ho vito tante cose interessanti nel modo di muoversi dei ragazzi, ma il particolare fa la differenza. Nel gol loro ci sono stati quattro errori consecutivi, i miei difensori dovevano dimostrare più cattiveria. E posso dire la stessa cosa ai miei attaccanti nell’attaccare la porta. La mia squadra ha dimostrato di avere un’identità, ma se con queste prestazioni non porti a casa punti diventa più dura”.

    Non ci sono troppi indizi sul fatto che prima della Champions la sua squadra non riesce a concentrarsi?

    “A me non sembra. Avevo detto che la partita più importante sarebbe stata quella Udine. Sono arrabbiato perché l’abbiamo affrontata con il giusto piglio, ma ci è mancata la cattiveria che fa la differenza. La nostra prestazione nell’identità di squadra c’è stata, ma alla fine hai di nuovo perso. E questo ti fa pensare che dobbiamo lavorare in maniera differente. Abbiamo cercato di alzare questa asticella ma non ci siamo ancora riusciti”.