Il nostro ricordo di Egisto Pandolfini

L’AS Roma piange la scomparsa di Egisto Pandolfini, calciatore giallorosso tra il 1952 e il 1956.

Cresciuto nella Fiorentina come attaccante, Pandolfini arriva alla Roma nel 1952 e s'impone nel ruolo di centrocampista. Per acquistarlo dalla Spal il presidente Sacerdoti spende quasi 60 milioni, cifra record all'epoca per un calciatore italiano.

Quando arriva in giallorosso è già un punto fermo della Nazionale, con cui era diventato il primo calciatore a segnare un gol all'esordio in un campionato del mondo, nel 1950 contro il Paraguay. In gol anche nel 1954, è uno dei pochi giocatori della storia della Nazionale ad essere andato in gol in almeno due edizioni dei Mondiali (gli altri sono Baggio, Rossi, Vieri, Altobelli, Meazza, Rivera, Del Piero e Iaquinta).

Giocatore completo, dotato sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico, non si tira mai indietro se c'è da lottare, sa anche andare in gol ed è un rigorista infallibile. Il suo arrivo, ufficializzato pochi giorni dopo il ritorno nella massima categoria, è il simbolo della voglia della Roma di riaffacciarsi alla Serie A da protagonista. Nei suoi quattro anni in giallorosso è uno dei fari della squadra.

Segna il primo dei suoi 29 gol in giallorosso il 9 novembre 1952 contro l'Udinese con una rovesciata perfetta. Anzi, quel giorno, proprio grazie a un rigore, realizza una doppietta. Lo farà anche in un derby precampionato, valido per la Coppa Zenobi, vinto 2-0 davanti a 65mila spettatori all’Olimpico. Una volta, contro il Legnano, segna tre gol nei primi 15 minuti di gioco.

Va a segno anche in una delle più belle imprese della Roma anni 50, cioè il 24 aprile 1955, quando la squadra giallorossa vince 2-0 in casa del Milan primo in classifica e futuro campione d'Italia. La Roma arriverà terza (miglior piazzamento tra il 1942 e il 1975) e sarà elogiata come la squadra capace di giocare il miglior calcio d'Italia, cosa che non sarebbe stata possibile senza il fondamentale contributo a centrocampo dello stesso Pandolfini e Venturi, in una formazione molto sbilanciata in avanti data la presenza di elementi come Galli, Ghiggia e Nyers. Un infortunio al ginocchio lo condiziona nella stagione 1955-56, che è la sua ultima con la maglia della Roma.

Ai familiari va l’abbraccio della Società e dei tifosi romanisti.