Fin dalla sua prima conferenza stampa da allenatore della Roma, il 17 giugno 2025, Gian Piero Gasperini ha sempre creduto nella possibilità di raggiungere la zona più ambita della Serie A.
Abbiamo ricostruito le tappe di questa rincorsa attraverso alcuni passaggi chiave delle sue conferenze stampa e delle sue interviste post partita.
“Da quando sono arrivato, mi mettete in guardia su questa situazione di Roma, di una città difficile calcisticamente per poter raggiungere degli obiettivi. Io penso che questa debba essere una forza, non una debolezza. Mi parlano delle radio, della pressione, ma io da fuori vedo grande entusiasmo, grande voglia di calcio e di raggiungere grandi obiettivi. Tutte queste energie, tutte queste forze vadano incanalate nel modo migliore. Se negli anni precedenti c’è stata una difficoltà a raggiungere degli obiettivi sperati, probabilmente possiamo correggere qualcosa, no?
Penso che il risultato massimo sia la qualificazione in Champions, non credo che per il momento la Roma possa lottare per lo scudetto, poi non si sa mai. Credo che sia quello il traguardo da porci".
"Cosa manca alla Roma per essere più in alto? Ci sono tutti gli ingredienti, dobbiamo impastarli bene per farli uscire. C’è il pubblico, c’è una società facoltosa, c’è la possibilità di fare uno stadio, c’è la possibilità di far crescere una squadra. Se ultimamente c’è stato qualche problema, è che per raggiungere certi obiettivi bisogna far di più.
Questa con il Como è sicuramente una partita per l’Europa. Bisogna prima conquistare l’Europa, che non è facile, e poi arrivare alla Champions, che è più difficile. Domani è un mattoncino importante, non decisivo, per la lotta per l’Europa ed eventualmente per la Champions”.
"Fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, la Società ha sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. È chiaro però che, quando si parla di Champions, per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare.
Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo devi arrivare in Champions, per me l’obiettivo è quello. Ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. È un gruppo molto competitivo, il nostro.
Io non sono venuto qui per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno".
"Quanto diventa difficile l’obiettivo Champions? È difficile per noi, è difficile per la Juventus, è difficile per il Como, è difficile per l’Atalanta, che sono le ultime e uniche squadre che sono rimaste a giocarsi questo quarto posto. Ci sono sette partite per noi, otto per gli altri. Noi siamo in questo momento un po’ dietro, un po’ attardati, però faremo di tutto per recuperare".
"Questa squadra ha la coscienza a posto, per come ha lavorato, per come ha interpretato le partite, per com'è stato tutto il percorso fatto in questa stagione. Questa è una squadra che reagisce: sono ragazzi seri, ragazzi attaccati, motivati, che vogliono cercare di fare il massimo. Insieme a loro voglio fortemente cercare di chiudere bene la stagione, possibilmente con un traguardo che è ancora fattibile, che è diventato molto più difficile, che nessuno ci aveva accreditato, almeno fuori da Roma.
Noi ci siamo accreditati di quel traguardo lì, e vogliamo fortemente ancora provare a raggiungerlo".
“La Società è qua, è presente, sta facendo molto e chiaramente adesso ci mancano due giornate: ci arriviamo avendo la certezza dell’Europa League. Abbiamo lasciato dietro squadre importanti come il Bologna che ha fatto la Champions, come l’Atalanta che ha fatto la Champions, come la Lazio stessa. Siamo ancora lì a giocarcela, siamo a pari punti col Milan, a un punto dalla Juventus, tre punti dal Napoli, a due giornate alla fine, quindi abbiamo già raggiunto un bel traguardo. Però questo non ci deve togliere fame, non ci deve togliere la voglia di provare a fare ancora di più in queste due giornate”.
La Roma espugna il Bentegodi, batte 2-0 l'Hellas Verona e si assicura il terzo posto finale. "È stata una bellissima serata. Ho trovato da subito un gruppo che si è applicato molto, tutti volevano fare una stagione di livello, è stato molto gratificante. Abbiamo conquistato la critica, abbiamo preso credibilità, lo stadio era sempre pieno. Per certi aspetti è stata una stagione difficile, ma non nel rapporto con la squadra e con il pubblico".
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