L’ultimo è stato Stephan El Shaarawy al Marcatonio Bentegodi di Verona, chiudendo a chiave il risultato e la qualificazione in Champions League per la squadra di Gasperini.
Una rete importantissima al termine di una partita estenuante, sofferta, decisa proprio negli ultimi istanti. Un tocco sotto imprendibile per Montipò, nato da un assist delizioso (di tacco) di Paulo Dybala. Palla all’angolino opposto del portiere e rete. Tre punti non più in discussione. La chiusura ideale di una storia bellissima tra il Faraone e la maglia giallorossa.
Tutto inizia dieci anni prima, in casa contro il Frosinone. Un debutto da sogno, con un gol di tacco sotto la Curva Sud. Arrivato da pochi giorni nella Capitale, il “Faraone” pone subito il timbro con una giocata meravigliosa, facendo capire che non sarebbe stato uno di passaggio, ma che Roma sarebbe diventata casa.
Da quel momento, Elsha ha fatto la storia del Club con 348 partite e 66 gol, diventando uno dei quindici romanisti più presenti e prolifici di sempre, in quasi 99 anni. E, come detto, tra i cinque ad aver aperto e chiuso la sua esperienza con una marcatura.
Il primo di questa serie è Danilo Michelini, tra il 1937 e il 1939. Centravanti toscano con una media gol non banale, 58 presenze e 31 reti in due stagioni. Al debutto, contro la Fiorentina, segna una tripletta. E nell’ultima presenza va in rete in Roma-Novara 3-0.
Tra il 1956 e il 1958 tocca a Gunnar Nordahl, cinque volte capocannoniere della Serie A con il Milan. La Roma la tocca a 35 anni, ma sempre con quel tocco lì, il gol. Ne fa 15 in 34 partite. Il primo al Genoa e l’ultimo sempre al Genoa.
Subito dopo Nordhahl, che nel frattempo passa dal campo alla panchina proprio giallorossa, nel 1958-59 dal Fanfulla arriva Filippo Tasso. Diciottenne lombardo di buone speranze, colleziona cinque partite. La prima in gol contro l’Hannover in Coppa delle Fiere, la quinta in campionato con il Torino.
Tra i bomber giallorossi più forti di sempre c’è l’argentino Pedro Manfredini. “Piedone”, che in realtà portava 42 di piede, di gol ne realizza 104 in 164 partite. Ne realizza uno subito al Cagliari in Coppa Italia nel 1959, si conferma cannoniere implacabile per sei anni fino all’ultima gara contro l’Inter sempre in Coppa Italia. E dopo Manfredini? El Shaarawy, appunto. Stephan El Shaarawy da Savona.
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