Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Che opinione si è fatto sul caos calendari?
“Ma, allora, è chiaro che noi siamo così motivati, così dentro a questa rincorsa, a questa possibilità di giocare per il quarto posto, che se siamo quelli meno accreditati a rispondere, perché avremmo giocato in qualunque ora e in qualunque giorno. Però, effettivamente, insomma, non è stato un esempio di grande programmazione. Soprattutto dispiace per i tifosi, dispiace per anche quelli delle altre città, perché bene o male qui abbiamo un derby, però le altre città si devono spostare delle tifoserie, si devono muovere, quindi questo ha creato, anche per le squadre stesse che devono spostarsi, sicuramente un disagio. Il fatto di giocare cinque partite contemporaneamente, questo lo trovo molto bello, anche emozionante un po’ per tutti. Che poi se arrivi a giocare a mezzogiorno della domenica forse non è il massimo”.
Dove sta l’insidia in partite del genere?
“L’insidia è comunque che la Lazio è comunque un’ottima squadra. È chiaro che loro in questo momento hanno finito la stagione, l’unica motivazione forte è quella di cercare di impedire alla Roma di raggiungere il massimo del traguardo. Noi abbiamo motivazioni molto più vere, molto più forti, molto più legate al risultato, però questo non toglie la difficoltà della gara perché un derby è sempre difficile da giocare per tutti e perché, come ho detto, credo che comunque la Lazio sia un’ottima squadra”.
Quanto è fiducioso sul rinnovo di Dybala?
“Intanto, è importante che entrambe le parti, sia la proprietà sia il giocatore, abbiano questa idea. Io la trovo molto positiva e quando c’è la volontà da entrambe le parti poi dopo si può trovare la soluzione”.
Si sente al centro del progetto Roma nella visione della Roma del futuro?
“Al centro del progetto Roma c’è la Società, in assoluto, perché è un progetto molto più ampio, è molto più completo, a partire dallo stadio, a partire dal futuro, dalla continuità che può dare questa Società, non solo negli investimenti, ma anche soprattutto nella programmazione. Io mi occupo della parte tecnica e quindi ho le mie responsabilità, sono limitate a quelle della costruzione migliore possibile di questa squadra, di cercare di renderla più soddisfacente possibile per la società e per i tifosi, e cercare di raggiungere il meglio del traguardo possibile e di migliorarla il più possibile. Quindi il mio ruolo è questo”.
Quanto è importante la presenza della società?
"La presenza fondamentale è fondamentale perché quando c’è la presenza della Proprietà, tutto quanto funziona meglio. C’è meno gente che riporta le cose, c’è molta più possibilità di avere dei rapporti diretti senza intermediari che anche involontariamente o volontariamente cambiano un po’ le opinioni. Poi quello che ritengo fondamentale è che con la proprietà le decisioni sono veramente veloci e la possibilità, io quello che spero, mi auguro veramente che Ryan (Friedkin, ndr) in questi giorni, come è già successo, riesca ad avere anche, oltre che la velocità magari con gli agenti dei giocatori, magari per quelle che possono essere le trattative, ma anche un rapporto di conoscenza con questa squadra, con questi giocatori che per questa Proprietà e per questa Società stanno veramente dando il massimo. Indipendentemente da quello che poi sarà il futuro di un giocatore o di un altro, però la conoscenza diretta è importante sia per la proprietà sia per il calciatore stesso. È qualcosa che comunque lega, accomuna e che dà ancora un valore maggiore perché si vive anche di questi valori. Quello che rappresentano anche certi giocatori del passato è un qualcosa che le Società di calcio si portano dietro e che trasmettono. E che la Proprietà presente qui può assaporare ancora meglio e può legarla ancora di più".
Crede che voi allenatori dobbiate in qualche modo far sentire la vostra voce come ha anche fatto Sarri?
"No, io penso che il calcio sia bello invece giocarlo dai, adesso poi al di là, insomma anche Sarri aveva anche le sue motivazioni giustificate, però il calcio poi è bello quando si gioca, quando c’è lo stadio pieno e quando si giocano le partite. Togliamo un po’ di, un po’ di pressioni negative, incominciamo a divertirci un po’ anche nelle partite per quanto almeno soprattutto noi per quanto ci riguarda ci giochiamo molto, no? Però torniamo sempre al fatto che lo stadio pieno e la partita di calcio deve essere uno spettacolo. Questo molto spesso, cioè anche quando trovi lo stadio pieno come anche è lo spettacolo a volte più bello della partita, cerchiamo anche magari di far diventare le partite piacevoli per la gente".
Lei crede negli uomini derby? A questo proposito, come sta Pellegrini?
"È una considerazione perché, sì, ci credo che alcuni giocatori, ma in tutte le squadre che sono nati e cresciuti in una squadra di appartenenza, devono giocare dei derby, li sentono in modo particolare diverso, che ad esempio magari un giocatore che al primo anno arriva, magari da fuori, e che ha meno percezione di quello che è, soprattutto il contorno, la gente, di quanto emozione partecipa ad un derby. Sì, effettivamente, emotivamente ci sono dei giocatori che sentono molto di più. Questo a volte li porta a emotivamente non fare delle buone prestazioni, altre volte li porta ad esaltarsi. Sicuramente Pellegrini tra quelli che nei derby è stato determinante spesso. Come sta? Lorenzo arriva purtroppo da un infortunio, si è allenato tutta la settimana, oggi valutiamo, però è chiaro che se lui è a posto e sta bene, o dall’inizio o a gara in corso, è un giocatore sul quale faccio molto affidamento".
I tifosi della Lazio non entreranno, dentro lo stadio ne sono attesi circa mille. Volevo capire questa cosa qui e lei come si approccia, se questa cosa qui in qualche modo influenzerà anche la partita.
“Noi in questo momento giochiamo contro noi stessi, poi domani c’è la Lazio, ho già detto un’ottima squadra, potrebbe essere un’altra squadra. Noi abbiamo un traguardo da poter raggiungere, che fino a qualche tempo fa sembrava molto più difficile e quindi la concentrazione nostra domani è in campo e su quello dobbiamo ragionare perché sappiamo che vincere domani sarebbe importante. E quindi dobbiamo avere forte questa attenzione alla gara, a giocare la partita, sappiamo che è un derby, ma noi per noi è una partita veramente da cercare di vincere per raggiungere il massimo”.
Lei un paio di settimane fa ha detto, se si seguiranno le mie idee, bene, altrimenti meglio cercare qualcos’altro. Ecco, in questi confronti diretti che ha avuto in questi giorni, ha la sensazione che le sue idee verranno seguite, come sperava?
“La Società è qua, è presente, sta facendo molto e chiaramente adesso siamo nel momento del campionato, ci sono due giornate, ci arriviamo avendo la certezza dell’Europa League e questo è comunque un bel traguardo. Abbiamo lasciato dietro squadre importanti come il Bologna che ha fatto la Champions, come l’Atalanta che ha fatto la Champions, come la Lazio stessa. Siamo ancora lì a giocarcela, siamo a pari punti col Milan, a un punto dalla Juventus, tre punti dal Napoli, a due giornate alla fine, quindi abbiamo anche, se vogliamo, insomma la considerazione che abbiamo fatto, che abbiamo già raggiunto un bel traguardo, però direi che questo non ci deve togliere fame, non ci deve togliere la voglia di provare a fare ancora di più in queste due giornate”.
È una sorpresa il fatto che a due giorni dalla fine ci siano ancora così tante squadre in corsa per la Champions? E qual è la favorita?
"Non si può dire a due giornate alla fine, insomma ormai siamo tutte quante sul filo, c’è anche il Como che è stata la vera sorpresa molto positiva di questo campionato e che per qualità di gioco e per prestazioni fatte. Poi il resto, a parte l’Inter che ha fatto corsa a sé, e poi le altre sono veramente molto vicine. Quindi avere così di essere così vicino, questo credo che ci dia ancora più motivazione, ancora più forza".
Ieri El Shaarawy ha salutato con un post. Intanto se ha parlato con il ragazzo, se ha avuto modo di confrontarsi in questi giorni e poi a questo punto le chiedo degli altri due in scadenza, Pellegrini e Celik. A che punto siamo?
"C’è la proprietà qui, anche per queste sono situazioni che potevano essere molto pesanti nella gestione, soprattutto del girone di ritorno, avere così tanti giocatori a scadenza che teoricamente potevano accordarsi con altre società. È un grande segno di attaccamento alla Roma e di grande professionalità di quello che hanno fatto questi giocatori. Ora la proprietà sta cercando di risolvere queste situazioni, io sono molto fiducioso. Su El Shaarawy, ci ho parlato già anche qualche settimana fa, adesso lui ha deciso questo. Secondo me ci sono ancora due partite e lui domani ha ancora opportunità, quindi l’attenzione va messa prima di tutto a questo. E poi dopo quello che sarà sul percorso sarà giustamente celebrato, ma prima ci sono due partite".
Come sta Dybala e quanto è grande il rammarico per non averlo visto in campo per così tanti mesi?
"Eh lo so, questo abbiamo detto tante volte però è andata così, adesso ci sarà tempo magari. Speriamo di non doverci rammaricare di questo, però adesso sta bene il giocatore, si è ripreso, ha giocato 90 minuti, lui non ha problemi di tenuta sicuramente".
Quanto sposta nella valutazione di questa stagione per lei il raggiungimento del quarto posto rispetto anche al lavoro che è stato fatto durante tutto l’anno?
"A per me poco sicuramente, però mi rendo conto che, insomma, poi invece per la società arrivare secondi, terzi, quarti o quinti o sesti, c’è un po’ di differenza soprattutto dal punto di vista economico. Dal punto di vista tecnico le risposte che ho avuto quest’anno da questo gruppo straordinarie, ma questo l’ho detto ripetutamente. Io sarò sempre riconoscente a tutti quanti, non solo quelli che hanno giocato di più, per quello che ho detto prima, atteggiamento, comportamento, attaccamento, professionalità. È stata un’esperienza straordinaria dal mio punto di vista. Spero a maggior ragione per questo motivo che venga completata come risultato, oltre quelle che erano anche un po’ le richieste, no? E che però noi ci siamo sempre messi come traguardo. Però è importante, fondamentale per questo".
Cosa si aspetta dalla Lazio?
"Questo lo deve chiedere a Sarri, non glielo posso dire, però mi aspetto una partita vera, una partita giustamente vera con la Lazio che cercherà di fare… È chiaro che, non è che possiamo pensare che la Lazio abbia un morale straordinario, però questo non significa che faranno di tutto per cercare di rovinarci la frittata".
Qual è la sua percezione in merito al rapporto con la città e con la tifoseria? E ha un messaggio per domani?
"Il messaggio vorrei darlo domani sul campo a fine partita, non siamo ancora ai messaggi, comunque, come ho detto prima, la cosa è stata straordinaria, ora aspettiamo di finire il campionato prima. Io sono oltremodo riconoscente, per me è stata una stagione straordinaria sotto questo aspetto. Perché non era facile conquistare la credibilità di tutta quanta questa gente. Ora chiudiamo, andiamo avanti, aspettiamo queste due partite, vorrei in qualche modo sdebitarmi, magari con un bel risultato”.
In che condizioni fisiche è Dovbyk, che è tornato da poco in gruppo ad allenarsi?
“Dovbyk, devo dire, finalmente è arrivato, è arrivato in squadra, e quindi ha ricominciato. È un piacere rivederlo in campo, vedere sempre i giocatori infortunati che è qualcosa che dispiace più di tutto, anche perché dietro voi dovete anche immaginare quanti sacrifici fanno questi ragazzi, insieme a loro fisioterapisti per riportarli per settimane, mesi e mesi a recuperare da un infortunio così lungo, magari da un intervento. E quindi rivederli in campo finalmente a fare quello per cui sono portati è già un risultato fondamentale. Non è facile domani pensare che lui possa giocare, perché i mesi fuori sono stati veramente tanti, però il fatto che lui abbia recuperato e che, insomma, torni a giocare a calcio, questo è qualcosa di molto positivo".
La Roma, prima della partita contro il Parma, non era mai riuscita ad andare in gol dal novantesimo minuto in poi in Serie A. Questo switch mentale c'è stato dalla concreta possibilità ancora di arrivare in Champions?
"E beh, è chiaro che eravamo fuori e ci siamo ritrovati dentro, quindi questa è una bella spinta, una bella energia. È vero che, ad esempio, soprattutto nel girone d’andata, non so, per un certo periodo, facevamo, anzi non ci riuscivamo proprio a recuperare le partite, o andavamo in svantaggio, perciò in vantaggio oppure se andavamo sotto, sono state parecchie le partite all’inizio, adesso non ricordo quante, ma che non rimontavamo praticamente mai. Poi c’è stata un’inversione di tendenza, dovuta probabilmente anche alla fiducia acquisita da questi ragazzi che anche, e quella di Parma, se vogliamo c’è anche un pizzico, insomma di fortuna, per fare due gol nei minuti finali. Però ad esempio con la Juventus ne avevamo subiti, no? Però indubbiamente questa capacità è venuta e l’abbiamo dimostrata anche in altre partite. È un qualcosa che per la squadra ha un valore, ha aumentato sicuramente la possibilità anche di, e la fiducia di poter rimontare e magari ribaltare anche le partite".
Roma-Lazio secondo lei è tra i derby più affascinanti d’Italia?
"Indubbiamente è un derby affascinante. Allora, i derby, per come li vedo io in tutte le città, io ho vissuto molto quello di Genova, marginalmente quello di Milano, ho visto tante volte quello di Torino. Io, per come li vedo, dovrebbe essere una festa della città, no? Di avere due squadre che si scontrano nel campionato di Serie A, molto spesso anche in posizioni molto alte. Qualche volta questi derby vengono rovinati da episodi di violenza. E questo, l’obiettivo è quello di cercare proprio di togliere questo aspetto, cioè non poter giocare ad esempio di sera, non poter, queste limitazioni, che purtroppo ci sono, e vanno a penalizzare la bellezza di migliaia e migliaia di persone che vengono allo stadio e che il derby è sicuramente qualcosa di emozionante, diverso e non è uguale a tutte le altre partite. Quello che mi piace molto del derby di Roma, è questa capacità dei romani di fare battute, di fare sfottò, che sono unici proprio per bellezza, per simpatia. Se si riesce a ritornare a questo, sarebbe straordinario, so che è un po’ un’utopia questa, però è quello che dovremmo un po’ tutti quanti cercare di raggiungere".