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    Fonseca: "È stata una grande partita, i ragazzi hanno dato tutto"


    L'analisi dell'allenatore giallorosso dopo la vittoria in casa dell'Ajax nell'andata dei quarti di Europa League

    La Roma batte 2-1 l’Ajax alla Johan Cruijff Arena nell’andata dei quarti di finale di Europa League.

    Ecco come Paulo Fonseca ha commentato la stupenda vittoria dei giallorossi.

    Quanto avevano bisogno la Roma e il calcio italiano di questa affermazione?

    “È stato un successo importante, ottenuto dopo avere vissuto un momento difficile. È stato molto importante vincere qui. L’Ajax è una grandissima squadra, come abbiamo visto oggi, ma i ragazzi hanno fatto una grande partita”.

    Lei chiedeva la partita perfetta. Nonostante tanti infortunati – l’ultimo è Spinazzola - la Roma ha vinto di fronte a tutte queste difficoltà.

    “Sì, è stato molto difficile vedere la situazione di Spinazzola: stava molto bene, stava creando diverse occasioni in attacco. Ma succedono questo tipo di problemi e dobbiamo reagire: Calafiori è entrato molto bene e ha aiutato tanto la squadra. Penso che la squadra abbia capito che era un momento importante per noi. I ragazzi hanno dato tutto. È vero, abbiamo avuto un problema difensivo, ma penso che la squadra abbia sempre avuto la consapevolezza di poter fare gol qui”.

    La vediamo un po’ provato.

    “È stata una partita di grande intensità, ma abbiamo fatto quello che avevamo preparato per la partita. Ovviamente sono felice di questa vittoria. È stato molto importante fare due gol, ma il round non è chiuso”.

    La partita ha detto tre cose: che la squadra è entrata in campo con l’atteggiamento giusto, che i gol li avete regalati voi e che Pellegrini è stato un condottiero.

    “Sì, è vero, mi dispiace il fatto che tante volte siamo noi a crearci dei problemi. Perché dopo abbiamo sempre controllato gli attacchi dell’Ajax. La squadra non ha mai abbassato la testa, ha sempre reagito. E sì, Pellegrini ha fatto una grande partita: ha lavorato molto, come tutti oggi”.

    Le sembra la stessa Roma del campionato? Non vede una squadra più libera di testa in Europa?

    “Non voglio alibi, sapete che non cerco scuse. Ma non possiamo dimenticare che questa squadra è stata quasi sempre nei primi quattro posti della classifica. E devo dire anche che è un momento in cui abbiamo perso dei giocatori che sono stati importanti durante la stagione, come Veretout, Mkhitaryan e Smalling. Ora contano il presente e il futuro. È con questi giocatori che ora dobbiamo lottare fino alla fine”.

    Non meriterebbe più rispetto un allenatore come lei?

    “Io devo fare il mio lavoro, non posso controllare le critiche. Le accetto sempre, se dicono che non faccio bene qualcosa. Mi dispiacciono le bugie. E sono tante. Per me, che non sono italiano, è difficile capire perché si creino così tante bugie attorno all’unica squadra che rappresenta l’Italia. Penso che non sia positivo. In questo momento, dobbiamo essere tutti italiani e aiutare una squadra italiana”.

    Che bugie sono?

    “Che i giocatori mi hanno affrontato, che abbiamo avuto una riunione prima dell’allenamento. È tutta una bugia. Quando si scrive così, non si è seri. Ma io questo non posso controllarlo. Io posso controllare il lavoro mio e quello dei ragazzi, cercando di farlo in modo equilibrato”.