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    5 momenti chiave della Roma in questa Europa League


    Avviciniamoci all'andata della semifinale di Europa League ripercorrendo cinque tappe decisive di questa edizione, per la Roma

    Ci siamo quasi. La Roma sta per disputare la prima delle due partite più importanti della stagione (per ora). Giovedì alle 21, i giallorossi giocheranno a Manchester l'andata delle semifinali di Europa League.

    Avviciniamoci a questo storico appuntamento ripercorrendo 5 momenti chiave del cammino degli uomini di Paulo Fonseca nella competizione.


    1. La rimonta di Berna

    Il cammino in questa edizione di Europa League avrebbe potuto mettersi subito in salita. Il 22 ottobre a Berna, nella prima giornata contro lo Young Boys, la Roma va infatti sotto su calcio di rigore e chiude il primo tempo in svantaggio.

    Sembra il presagio di un cammino complicato nel Gruppo A, che include anche CSKA Sofia e Cluj. Ma nella ripresa la Roma pareggia i conti con Bruno Peres che batte il portiere in uscita, poi completa la rimonta con un colpo di testa di Kumbulla, splendidamente servito da Mkhitaryan.

    La qualificazione ai sedicesimi arriverà già alla quarta giornata con la vittoria in casa del Cluj, seguita dalla certezza del primo posto con il successo dell'Olimpico sullo Young Boys nel match successivo.


    2. La certezza di Braga

    L'urna di Nyon ha riservato alla Roma lo Sporting Braga. E le sfide con le squadre portoghesi sono sempre degli appuntamenti insidiosi. Il 18 febbraio, la Roma vola in Portogallo per l'andata dei sedicesimi di finale.

    Dopo una manciata di minuti, Dzeko indirizza il match sul binario giusto. Il gol della sicurezza - quello che rende quasi granitica la qualificazione - arriva però all'86'. Borja Mayoral finalizza un'azione corale, che vede ben 14 tocchi consecutivi di palla da parte degli uomini di Paulo Fonseca.


    3. Demolito lo Shakhtar Donetsk

    Quando al sorteggio è uscito il nome dello Shakhtar Donetsk, in pochi potevano prevedere un'agevole qualificazione da parte della Roma. L'ex squadra di Paulo Fonseca scendeva dalla Champions, dove era stata eliminata nonostante avesse battuto il Real Madrid all'andata e al ritorno e avesse pareggiato entrambe le volte contro quell'Inter che ora sta per vincere lo Scudetto.

    Invece, nell'andata degli ottavi all'Olimpico, l'11 marzo, la Roma demolisce letteralmente l'undici ucraino. Il vantaggio arriva sull'asse Pedro-Pellegrini, il raddoppio è figlio di una cavalcata meravigliosa di El Shaarawy e il 3-0 è opera di Mancini, che salta in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo.

    La Roma ha ormai acquisito consapevolezza della propria forza in Europa League.


    4. Pau Lopez ipnotizza Tadic

    A un passo dalla fragorosa caduta, la Roma risorge. Nell'andata dei quarti con l'Ajax c'è molto della storia della Roma in questa edizione di Europa League. L'8 aprile alla Johan Cruijff Arena l'undici di Fonseca parte forte. Ma al 29' perde per infortunio Spinazzola. La Roma arretra e dieci minuti dopo va sotto nel punteggio.

    Nella ripresa il copione non muta e al 7' l'Ajax si trova a undici metri dal 2-0, che pregiudicherebbe probabilmente il prosieguo della Roma nella competizione. Pau Lopez però ipnotizza Tadic, deviando il calcio di rigore e anche il corso degli eventi. I giallorossi ritrovano coraggio e pareggiano i conti con una punizione di Pellegrini.

    L'1-1 potrebbe anche andare bene, in vista della gara di ritorno. E invece la Roma fa di più: vince. Su una palla spiovente, Ibanez si coordina alla Di Bartolomei (nel giorno dell'anniversario della nascita) e calcia al volo. La palla finisce sotto al sette. La Roma ha appena ipotecato le semifinali.

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    5. Due urli all'Olimpico

    Dalla grande paura alla grande gioia. Come da pronostico, il 15 aprile - giorno del ritorno dei quarti, all'Olimpico - l'Ajax fa la partita che deve fare: all'attacco. Brobbey buca la difesa romanista e i Lancieri passano in vantaggio al 4' del secondo tempo. Ma un solo gol non basta agli olandesi.

    Il raddoppio arriva sette minuti dopo con Tadic. Pare la fine. Pare. Perché l'azione del gol è in realtà viziata da un fallo solare su Mkhitaryan. L'inglese Taylor inizialmente convalida. Poi, com'era giusto che fosse, il VAR lo chiama alla review e l'arbitro annulla.

    L'episodio dà la scossa alla Roma. Invece di gettare via una palla in fase di copertura, al 72' molto intelligentemente Cristante dà il via a un'azione manovrata. La sfera giunge sui piedi di Calafiori, che con coraggio risale la china sinistra del campo e mette al centro per il tap-in vincente di Dzeko.

    Due urli scuotono l'Olimpico. Anzi, tre con quello al fischio finale. Urli di festa. La Roma è in una semifinale europea, tre anni dopo la leggendaria rimonta con il Barcellona.

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