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    Mourinho: "Il Sassuolo ha grande qualità, sarà una partita molto difficile"


    Alla vigilia della sfida di campionato con il Sassuolo, mister Mourinho ha incontrato i giornalisti a Trigoria

    Queste sono state le parole dell’allenatore della Roma.


    Quale risposta si aspetta dai giocatori a Reggio Emilia? E quanta è stata forte la delusione per il mdo in cui è maturata l’eliminazione dalla Coppa Italia?

    “Quale modo? Per 12 minuti, abbiamo fatto una partita orribile e dopo abbiamo meritato molto di più, abbiamo giocato molto bene. E la frustrazione deriva dal fatto che possiamo giocare faccia a faccia contro la squadra più forte d’Italia, o come minimo i campioni d’Italia, se qualcuno non è d’accordo con me. Lo abbiamo fatto e abbiamo meritato molto di più di quello che abbiamo preso. Siamo frustrati perché per 12 minuti abbiamo fatto veramente male, abbiamo preso un gol e ne avremmo potuti subirne due o tre.

    Quando giochi contro una super squadra come l’Inter, se hai la sensazione che per 90 minuti non hai modo di affrontarli, esci con la sensazione che ‘loro sono fortissimi, non abbiamo avuto alcuna possibilità e arrivederci’. Invece, dopo il minuto 12 e non dico fino alla fine, perché dopo il 2-0 la situazione cambia, siamo stati noi che avremmo potuto segnare: avremmo potuto fare tre gol a San Siro contro l’Inter.

    Per questo, il sentimento è negativo per avere fatto ridere per 12 minuti, ma anche un sentimento positivo e di grande fiducia perché abbiamo fatto una buona partita. Il match di domani è un’altra storia: non c’è più la Coppa, c’è il campionato. E domani è una gara di campionato”.

    In merito alla ricostruzione dello sfogo nello spogliatoio, che ha fatto molto rumore. C’è qualcuno che c’è rimasto male in Serie C. Le chiedo un commento. E poi: visto che quando le è capitato di fare un discorso simile, dopo Bodo, quattro giocatori sono stati esclusi per le partite successive, ci saranno questo tipo di provvedimenti anche domani?

    “Prima di tutto, in relazione a quello che hai definito ‘sfogo’: un principio mio da sempre che quello che si dice nello spogliatoio, resta nello spogliatoio. Per questo, non parlo di quello che ho detto. Però, non sono neanche capace di dire che non sia vero che non abbia parlato nello spogliatoio. Ma non rivelo i contenuti”.

    Qualcuno si è offeso per quello che è uscito.

    “Posso dire che è una grande bugia. Nessuno si è offeso. Questa è la piazza romanista…”.

    Dicevo che si è offeso un club in Serie C.

    “Sono totalmente d’accordo. C’è un calciatore che ha detto che anche per giocare in Serie C serve qualcosa (Romano Perticone del Cittadella, ndr)… Qualcuno dei miei giocatori mi ha detto che è scarsissimo, ma ho risposto che non mi interessa, ha detto la verità: per giocare in Serie C, in B, al calcetto, ha bisogno di un certo tipo di personalità. Se si è offeso, gli chiedo scuso perché ha veramente ragione. Pensavo che ti riferissi alle storie uscite, e che oggi sarei arrivato con addosso i segni dei pugni. Questa è la grande bugia.

    I giocatori, infatti, mi hanno detto che gli piace tanto come io lavoro con loro. Mi hanno detto esattamente questo. Mi hanno detto che in tutta la loro carriera hanno avuto allenatori che parlavano in modo totalmente diverso da me. Con me non ci sono segreti, io parlo in faccia e do ai giocatori la possibilità di dialogare. Quando parlo, non ho l’intenzione di fare un monologo. Io non cambierei nemmeno se me lo chiedessero, ma loro mi hanno anche detto che non vogliono che io cambi, perché è questo quello che vogliono.

    Quello che tu chiami sfogo, per me è lavoro. È allenare. È dire dove abbiamo fatto male. Tu pensi che io non debba analizzare il primo gol che abbiamo preso? Pensi che io non debba chiedere conto a Ibanez di quel passaggio? Che non debba dire a Rick (Karsdorp, ndr) che quello che ha capito Perisic non lo potevi capire anche te? Che non debba dire a Mancini che non deve restare a metà-metà, e che o esce su Perisic o resta sul primo palo? Che non debba dire a Smalling che giocando con tre difensori in area, deve prendere il movimento in area degli attaccanti? Non è lo spazio che fa il gol, è il giocatore che fa il gol. Si marca lo spazio, non il giocatore. Io li devo allenare e i miei giocatori mi hanno detto ‘bravo mister, è quello che vogliamo’.

    Per questa ragione, in merito alla storia che è uscita di un problema tra me e i miei calciatori, avrei potuto usare qualche parola bruttissima usata ai tempi dell’Inter, ma non voglio farlo. Non voglio ripeterle. Dodici anni sono tanti. Però sono bugie totali, ok?

    Abbiamo perso una partita, abbiamo lavorato sulla partita. Abbiamo parlato dopo la partita, sì. Abbiamo parlato qui. Abbiamo lavorato e abbiamo analizzato le cose che non sono andate bene. Questo è lavorare. Tutto il resto, è una c... totale”.

    Volevo sapere se ci sarebbe stata qualche esclusione come dopo il Bodo.

    “No, saranno tutti convocati. L’unico escluso è Zaniolo, ma lo ha escluso l’arbitro".

    Come stanno Abraham e Pellegrini, che da dicembre non ha trovato continuità?

    “Sta bene e ovviamente ha bisogno di trovare un po’ di ritmo. Anche Abraham sta bene”.

    Avrà letto le dichiarazioni di Dzeko al Daily Mail.

    “Non voglio sapere, né commentare. Non ho letto”.

    Dopo 34 partite ufficiali, lei è ancora è alla ricerca della Roma migliore. Si può immaginare che in questa parte finale della stagione, vedremo una Roma continuativa dal punto di vista del modulo?

    “No, continueremo la ricerca di quello che è meglio per noi, con i giocatori che abbiamo a disposizione, cercando di vincere sempre la prossima partita. Se domani dobbiamo giocare con un modulo completamente diverso, perché pensiamo che sia il modo di vincere la partita, non c’è alcun problema di adottarlo”.

    Al di là di San Siro, lei è contento davvero di quello che sta facendo la Roma? Non ci possiamo aspettare di più? Mourinho è davvero contento della Roma?

    “Contento della Roma? Non capisco. Mi piacerebbe trovarmi a San Siro sul 2-1 dopo 45 minuti. Mi piacerebbe che il tiro di Zaniolo fosse finito dentro. Mi piacerebbe che all’inizio del secondo tempo, invece di finire sull’1-1 quel periodo di dominio terminato invece 2-0. Se mi chiede se sono contento, ovviamente non lo sono”.

    Lei ha elencato una serie di blackout: come sta lavorando per eliminarli?

    “Analizzando le partite. Dormendo qui. Lavorando 24 ore. Preparando al massimo il lavoro per i giocatori. Cercando di fare tutto il possibile in campo, quando c’è poco tempo per lavorare in campo e quando non è possibile farlo in campo, analizzando le partite con i giocatori. Cosa vuoi che facciamo di diverso?”.

    Lo chiedo a lei, io non sono un allenatore.

    “Sei giornalista. Non scrivere mai bugie, mai. Scrivi sempre la verità”.

    Dionisi in conferenza stampa ha detto che c’è una differenza tecnica tra Sassuolo e Roma e che il Sassuolo per fare bene dovrà avere più voglia.

    “Differenza tecnica? Non sono d’accordo. È un collega, ma possiamo avere opinioni diverse. Io non posso costruire dal basso come fa lui con Maxi Lopez e Ferrari. Hanno una qualità tecnica superiore, sono bravissimi”.

    Come si può bilanciare la distanza dal quarto posto con la Conference League? Come si fa ad arrivare a marzo, mantenendo un certo livello in campionato? Non sto dicendo che in Serie A saranno 14 partite inutili…

    “No, non sono inutili. Per me finire decimo o nono è diverso, finire quinto o sesto anche. Finire con 40 o con 41 punti è diverso. Per questo, ogni partita significa tanto per noi: ogni gara ti spinge a una posizione superiore. Ognuna è importante. E quando arrivi alla fase a eliminazione diretta in Conference League, sei vivo o sei morto.

    Se in quella fase vai a giocare a Rennes, a Marsiglia o a Leicester e inizi la partita con 10 minuti orribili, magari sei fuori. Se giochi benissimo ma negli ultimi dieci minuti prendi due gol, sei fuori. Devi migliorare, devi superare il problema che hai. Pensa a quello che è successo a Sofia: una cosa è 3-0 e un’altra è 3-2. Pe questo, dobbiamo solo lavorare per migliorare.

    Ci sono delle cose sulle quali è impossibile migliorare, perché in relazione diretta con le qualità di un giocatore, con le qualità della squadra. Come squadra dobbiamo fare meglio. Lei è andato nella direzione di una delle domande che mi ha fatto un suo collega: no, non sono contento e sì, mi aspetto di più.

    Quando andiamo in Conference League, che è molto più difficile di quello che uno pensa, ci sono squadre di grande qualità. Stiamo parlando di squadre buone - la differenza con l’Europa League è minima – e dobbiamo migliorare, perché se sbagliamo come abbiamo fatto in qualche partita possiamo anche andare fuori”.

    È soddisfatto di questi giorni di allenamento? E domani dobbiamo attenderci qualcosa? Ipotizzo Abraham in coppia con Felix.

    “Non ti vado a dire chi gioca, non ti vado a dire che modulo useremo. Questa è una domanda di calcio, ma non ti voglio rispondere. È ovvio che non gioca Zaniolo e che qualcuno giocherà lì, o con 3 attaccanti. E giocando con tre attaccanti, Tammy avrà il 9 e gli altri un po’ più sulle fasce.

    Abbiamo studiato molto bene il Sassuolo, ma anche studiandolo bene è difficile giocare contro di loro. Hanno una qualità di gioco veramente alta, con la costruzione dal basso fantastica. Al di là che Dionisi è un grande allenatore, è una squadra costruita da un tecnico che ha avuto tanto tempo per lavorare su quei principi. È una squadra molto stabile e sarà una partita molto difficile per noi”.

    È soddisfatto dell’allenamento dei suoi ragazzi?

    “Ci siamo allenati come squadra solo oggi, perché chi ha giocato a San Siro ha fatto recupero mentre gli altri lavoravano. E chi non è sceso in campo a San Siro, ha giocato contro la Primavera. Solo oggi ci siamo allenati e, come puoi immaginare, è stato un lavoro tattico più didattico che di intensità. Però, abbiamo lavorato didatticamente su quello che vogliamo fare contro una squadra che gioca molto bene”.