Ecco le parole del centrocampista giallorosso.
Come stai dal punto di vista fisico e mentale? Sei tornato in campo a Como dopo sei mesi dall’ultima volta. E cosa ha portato alla scelta di firmare un rinnovo di un anno?
"Sto molto bene, molto tranquillo mentalmente, si lavora fisicamente. Ovviamente il fatto di, come hai detto tu, di non essere in campo per così tanto tempo richiedeva, diciamo, soprattutto inizialmente un reintegro, insomma, dando il giusto tempo a questo reintegro. Ovviamente mi mancava, mi manca, posso sicuramente ancora alzare il livello fisico. Inizialmente è stato sicuramente più difficile, non ero al livello dei miei compagni che hanno lavorato più di me, però stiamo continuando a lavorare e sono molto contento, sono molto tranquillo. Si lavora bene, è un gruppo eccezionale questo qui, dove durante la settimana si va forte, dove la domenica si va più forte che durante la settimana perché c’è da vincere le partite. Quindi stiamo bene, io sto bene. Il rinnovo di un anno è stata una scelta che, insomma, abbiamo preso, che la società ha preso e che io ho accettato. Semplicemente questo".
In questa gara, con la necessità di fare risultato, come si gestisce la pressione di dover vincere?
"Quella c’è sempre, perché alla fine si entra, in tutte le partite si entra per vincere, per andare forte, per cercare di portare la partita verso di noi. Quindi è una pressione, sì, è una pressione bella a cui siamo abituati e che c’è tutte le domeniche. Quindi quello non cambierà.Per il resto ho ritrovato quello che questo gruppo è sempre stato: un gruppo tanto tanto unito, un gruppo che fa forte in allenamento per andare forte la domenica, un gruppo sano dove stiamo tutti quanti bene insieme, dove si lavora forte e c’è questa voglia di continuare a migliorarsi globalmente, non solo individualmente".
Come hai vissuto le settimane da svincolato, prima del rinnovo?
"No, in maniera tranquilla, serena. Perché comunque c’era da pensare a rientrare il prima possibile, a stare bene il prima possibile. Quindi comunque c’era il fatto di dover iniziare ad allenarsi, dover iniziare a muoversi, a fare le cose che, insomma, dovevo fare. Quindi diciamo che il pensiero era più rivolto allo stare bene che al resto. Però comunque devo dire che è stata serena, perché siamo sempre rimasti in contatto con il mister, con lo staff, per, insomma, proseguire, per cercare di proseguire questo percorso insieme, che poi alla fine è quello che è successo. Come ho detto prima, a quel momento lì per me era importante stare bene, per prima cosa. Pure perché altrimenti, insomma, non è che puoi andare da qualche altra parte a giocare: se non stai bene non puoi giocare. Quindi in quel momento era importante solo stare bene e poi, come ho detto e come soprattutto ho dimostrato, la mia priorità era restare qui per quello che, insomma, avevamo costruito l’anno scorso. E alla fine ci siamo riusciti e quindi io sono molto contento".
Quanto è stata decisiva la volontà del mister di confermarti? Ci sarà un appuntamento in primavera per valutare il futuro?
"Il mister è stato fondamentale perché abbiamo iniziato l’anno scorso in una situazione in cui sembrava quasi normale separarsi, anche se magari non sarebbe stata mai normale, però era quasi come se fosse arrivato il tempo giusto per me di andare e per la società di fare le proprie cose. Mentre invece comunque, almeno da parte mia, già la prima volta che l’anno scorso ci siamo parlati con il mister ci siamo trovati subito su quello che magari poteva essere il percorso che io avrei fatto qui, avrei fatto con lui, nonostante anche l’anno scorso avessi solo un anno di contratto. Da parte mia c’è stata sempre la massima disponibilità per venire qui ogni giorno e cercare di fare il bene della squadra, che è quello che ho sempre cercato di fare. Mentre invece, per quanto riguarda la questione contrattuale, non abbiamo parlato di cose, insomma, nel dettaglio. Come ho detto prima, era un momento in cui io non stavo bene per via dell’infortunio, quindi il discorso anche di prima non era assolutamente polemico, zero proprio, anzi. Come ho detto, la società, il mister, tutto lo staff, i miei compagni: ho sentito tutti quest’estate e tutti mi hanno sempre dimostrato, insomma, che volevano che io stessi qui. Quindi è stato tutto molto naturale, molto semplice sotto alcuni punti di vista. E come ho detto prima, per me la cosa più importante è tornare a stare bene, a essere qui, far parte di questo gruppo, che è un gruppo fantastico, lo ripeto, e continuare a lavorare e cercare di essere il prima possibile al cento per cento, per poter aiutare al cento per cento il mister e la Roma, basta".
Avete la sensazione di poter raccogliere qualcosa in questa stagione?
"Diciamo che la voglia che ci portiamo dietro è quella di continuare a fare quello che stiamo facendo, andando forte la domenica, come ho detto prima, perché è la cosa più importante ed è la cosa che ti fa vincere le partite e ti fa rimanere in alto. E sicuramente quello che noi vogliamo è cercare di stare in alto. L’anno scorso l’abbiamo fatto, ci siamo riusciti. Quest’anno, comunque, con già un anno fatto insieme al mister, è stato un po’ più semplice, soprattutto, diciamo, inizialmente riuscire ad amalgamarsi ancora di più. Quindi quello che noi vogliamo fare semplicemente è, partita dopo partita, scendere in campo per cercare di vincere sempre, andando forte e continuando a lavorare e a migliorarci come gruppo. Perché, come ho detto prima, quello che io vedo è che questo è un gruppo bello, forte, unito, sereno, che va forte durante gli allenamenti per andare ancora più forte la domenica per vincere le partite. Questo è un po’ il nostro mantra".
Che ambiente si respira? In generale e in vista di questa partita contro lo Slovan preferisci essere trequartista o mediano?
"L’ambiente in generale, come ho appena detto, è un ambiente sereno, tranquillo, dove si viene qua, si fanno gli allenamenti, si spinge, si spinge forte per arrivare alle partite preparati, sia fisicamente, sia mentalmente. Mentre invece, ovviamente, riguardo la questione del ruolo, prima di tutto gioco dove mi chiede il mister di giocare. Poi è normale che ognuno ha le proprie caratteristiche: io non sarò mai un esterno tutta fascia che si allunga la palla, corre e la riprende. Non è la mia più grande qualità, sicuramente. La mia qualità è più giocare con la palla tra i piedi, ma devo dire che comunque tutta la squadra ti mette in grado di poter sfruttare le tue qualità al cento per cento. Quindi, che sia in mediana o davanti sulla trequarti, secondo me l’importante è riuscire a trovare lo spazio, il tempo giusto di ricevere il pallone e guardare in avanti e sfruttare lo spazio che si ha".