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Serie A

La conferenza stampa di Gasperini in vista di Lecce-Roma


Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa in vista di Lecce-Roma, giornata numero 2 di Serie A.

Ecco le parole del tecnico giallorosso.


Perché ha scelto De Roon, che lei conosce bene? C’è qualche retroscena dietro questo acquisto della Roma, visto che è appena sceso dall’aereo? E poi una cosa sulla partita: ha recuperato tutti, a parte Pellegrini e Rensch?

"Sì, a parte Pellegrini e Rensch, che però rientrerà martedì in gruppo. Anche Pellegrini dalla prossima settimana inizierà ad allenarsi con il gruppo. De Roon è una cosa nata velocemente, nel giro di 24-48 ore. Lui aveva questa situazione dopo tanti anni all’Atalanta: magari non rientrava più nei piani della squadra e c’era questa opportunità. Mi sono messo in contatto con Luca Percassi e, in pochissimo tempo, loro, anche per tutto quello che il giocatore ha fatto durante questi anni all’Atalanta, mi hanno lasciato la libertà di decidere. Di questo li ringraziamo sicuramente. Lui ha voluto fortemente venire alla Roma. Per noi è un’opportunità, nel senso che ci permette di dare la possibilità a El Aynaoui, che aveva voglia di fare un’altra esperienza, magari dove potersi sentire più gratificato, e dovevamo sostituire questo ruolo.

Anche sotto l’aspetto economico è una scelta molto importante per noi, perché ci dà la possibilità di portare interesse anche su un altro ruolo. Allo stesso tempo occupiamo un posto a centrocampo con un giocatore sicuramente integro. Ha un’età avanzata per un calciatore, però è un giocatore che entrerà in un gruppo veramente forte, un gruppo che ha voglia di essere protagonista. Sono arrivati due capitani: lui e Balerdi. Credo che sotto questo aspetto noi diamo una svolta fisica molto forte. Questa squadra, che ha sicuramente talento, ha bisogno anche di un po’ di fisicità e di personalità. Inoltre è olandese come Malen, è un nazionale e sicuramente aiuta anche a compensare un po’ tutti questi argentini che cominciano a essere tanti. Dobbiamo creare un po’ anche un gruppo olandese. Io sono contento, credo che sotto questo aspetto siamo veramente solidi».

Che cosa può apportare in più Balerdi? E si aspetta la ciliegina sulla torta in attacco in questi ultimi giorni di mercato?

"Balerdi vale un po’ il discorso fatto per De Roon. È un giocatore ancora relativamente giovane, forse nel momento migliore della sua carriera. Chiaramente è un’altra opportunità importante per dare sostanza al reparto difensivo, che è un reparto molto forte il nostro, composto da giocatori che hanno fatto benissimo. Sappiamo tutti però che quest’anno avremo un calendario durissimo, con tante partite. Abbiamo bisogno di quello che abbiamo cercato di fare fino adesso: completare la rosa più che allungare la squadra. Abbiamo investito molto sulla rosa per renderla più competitiva e per sopperire anche alle tante partite che dovremo giocare e, speriamo di no, a qualche infortunio che però nel calcio può sempre succedere. Per completare abbiamo bisogno di almeno un giocatore. 

Penso che chiuda sempre con la parte sinistra, che è rimasto un pezzettino in attacco da completare. Devo dire che Lulli ha sicuramente sopperito un po’ al reparto. Io ho sempre sperato in questo ragazzo, sta dando delle risposte importanti, però non possiamo neanche caricarlo di una responsabilità notevole. L’anno scorso per reparto siamo partiti con Angelino, che all’inizio non giocava, è stato a Bergamo, così come lo stesso Wesley. Le prestazioni di Lulli in precampionato e in campionato sono sicuramente quelle che fanno ben sperare anche per il futuro. Ovviamente dobbiamo pensare anche al calendario e, comunque, un pezzo in attacco possiamo pensare ancora di farlo".

Quanto è forte questa squadra per giocare per obiettivi ambiziosi o manca ancora qualcosa?

"Quello, come sempre succede, bisogna valutarlo anche conoscendo gli avversari, contro chi giochi, perché anche gli avversari si stanno attrezzando in modo notevole e anche molto dispendioso. Noi sicuramente, guardando solo noi, siamo una squadra con più soluzioni, con una robustezza superiore probabilmente, anche con la possibilità di sopperire alle tante partite che giochiamo. Onestamente io guardo sempre la mia squadra e sono molto contento dei miei giocatori, anche di quelli che sono arrivati. Credo che potremo dare continuità alle partite e ai risultati dell’anno scorso e anche migliorarci. 

È chiaro che la Roma ha subito questo discorso del fair play finanziario e ha dovuto abbassare necessariamente il monte ingaggi. Quindi certi giocatori a cui si aspirava, che magari avrebbero potuto renderci ancora più forti, non era possibile raggiungerli, proprio per una questione di contratti più che di spesa. La società è stata anche disponibile, però il livello degli ingaggi non poteva superare certi limiti. Bisogna quindi pensare che alcuni giocatori non si potevano andare a prendere. Faremo affidamento su tutti quelli che sono rientrati pur di giocare nella Roma.E questo però è un grandissimo spirito, è qualcosa che non acquisti sul mercato: è qualcosa che ti formi dentro. Sotto questo aspetto noi siamo sicuramente tra i primissimi, se non i primissimi. Poi c’è il campo, poi ci sono gli avversari, che non so cosa faranno. Però, per quello che riguarda noi e guardando solamente noi, sono molto soddisfatto e devo ringraziare tutti questi giocatori".

Soulé è al centro di discorsi di mercato? E domani sarà a disposizione?

"Io rispetto tutto, leggo tutto, anche se leggo poco, però sento tutto. Io di Soulé non ho mai saputo di una proposta. Quindi non c’è mai stata, in tutta l’estate, né per lui né per altri giocatori che sono stati chiacchierati. Soulé per me domani probabilmente gioca. Poi quello che sono le notizie, anche lì vado dietro a questo, però vi assicuro che non c’è mai stata una proposta concreta. Questo non significa che magari i procuratori si muovano, facciano, parlino, eccetera. Però di concreto non c’è mai stato niente e non c’è mai stata neanche da parte sua, almeno nei miei riguardi, un’idea diversa".

Lo scorso anno lei ha detto che il suo obiettivo era la Champions League e non era quello che le aveva chiesto la proprietà. Quest’anno qual è l’obiettivo? E soprattutto è stato concordato con la Proprietà?

"Sinceramente non abbiamo ancora avuto tempo, il campionato è appena iniziato. Finalmente questo mercato chiuderà martedì e finalmente si parlerà solo di calcio. Continuo a ribadire, ormai lo faccio tutti gli anni, che le date sono totalmente sbagliate: non servono a nessuno, non le vuole nessuno. Non so perché si continui a fare questo calciomercato con il campionato già iniziato. Anche perché non mi sembra che nessuno, né gli addetti ai lavori, né i tifosi, né il pubblico, abbia piacere di queste date".

Si aspetta l’arrivo di un terzino mancino e in questo contesto c’è l’ipotesi che Soulé possa giocare in quel ruolo?

"L’idea era quella di prendere un terzino di piede sinistro. Poi ci sono state anche delle idee molto forti che non si sono potute portare avanti o concludere. Erano anche molto avviate e potevano essere chiuse. Effettivamente è un’anomalia quella di avere più giocatori di piede destro, però è anche un’anomalia che Wesley poi si sia adattato molto bene a sinistra. Lo può fare anche Molina molto bene. Nella mia idea non è detto che, così come spesso gli attaccanti giocano a piede invertito, non possano farlo anche i quinti. Quindi questa potrebbe essere una soluzione possibile. All’inizio della stagione c’era l’idea di prendere un giocatore mancino. Poi ci sono state delle situazioni anche importanti, ma alla fine non si è potuto fare. Soulé lo ha fatto. Io lo preferisco più avanzato, però in caso di necessità può essere una soluzione".

Come sta Molina?

"Meglio, molto meglio. Ha fatto una buona settimana di allenamenti, ma è solo questione di trovare un po’ di condizione. Ha giocato la finale del Mondiale, quindi è solo questione di ritrovare il ritmo, però questa settimana è andato sicuramente bene. A Lecce penso che farà parte della partita. Non so se dall’inizio o a gara in corso, ma adesso è in grado di poter giocare".

È arrivato questa mattina De Roon ed è il primo giocatore over 30 acquistato dalla Roma nella gestione Gasperini. Quindi le voglio chiedere: sono cambiati anche gli obiettivi? E poi, avete parlato della piazza? Perché quella romana, dopo alcune parole dette da De Roon in passato, diciamo non lo ha amato particolarmente.

"È normale quando si è avversari. Però poi, quando lo conoscerete, capirete che è una persona molto solida, integra fisicamente. L’ho detto, ho spiegato l’operazione, come è nata, e ci dà comunque l’opportunità di avere un giocatore di valore. Chiaro che non è un giocatore di prospettiva nell’immediato, ma ci dà anche la possibilità di concentrare gli sforzi in un altro ruolo, pur mantenendo un grande valore a centrocampo. Perché, come ho detto prima, abbiamo preso dei capitani. Questa squadra aveva bisogno anche un po’ di questo: l’estro con Soulé, Mora, Dybala, Castro, Malen mi sembra abbastanza coperto. È un’operazione nata così, anche perché quando sono arrivato non ero più avanti rispetto a questo punto di vista. Poi vedete che le cose si sviluppano. Lui poi è anche una persona che sui social è divertente, è una bella persona".

Un suo pensiero sul sorteggio Champions?

"Questo lo vedremo giocando. Io credo che siano tutte partite… abbiamo preso un bel girone, con sfide di grande prestigio. Andremo a giocare anche in trasferta in stadi molto caldi e difficili: non solo a Parigi, ma anche a Istanbul, ad Atene e a Manchester. Questa è la Champions. Poi, a livello di risultati e qualificazione, è chiaro che arrivare tra le prime otto è sempre molto difficile, per tutti. L’obiettivo è sicuramente quello di rimanere dentro e accedere agli spareggi. Ma al di là del risultato sportivo, quello che per noi sarà sicuramente bello è respirare l’aria della Champions, andare in questi stadi, giocare nel nostro stadio partite straordinarie contro il Real Madrid e tutte le altre squadre che ci saranno. Sarà una bella stagione e credo che arricchirà molto la squadra. Giocare questo tipo di partite ti dà veramente la dimensione: ti confronti con le migliori squadre d’Europa. E questo deve essere qualcosa che poi ci portiamo dentro anche in campionato, che ci aiuti a crescere e a fare sempre meglio".

Fuori El Aynaoui, dentro De Roon, la Roma per lei è migliorata a centrocampo? E con l’occasione le chiedo cosa non abbia funzionato con il centrocampista marocchino. 

"El Aynaoui ha fatto secondo me molto bene fino a dicembre, poi ha dovuto giocare la Coppa d’Africa. Quando è rientrato ha patito, ha sofferto un po’. Forse anche dopo il Mondiale le aspettative sono diventate molto importanti. Magari, però, io ho avuto una crescita di Pisilli straordinaria, la continuità di Cristante e la forza di Koné. Quindi ho avuto la sensazione che magari avesse voglia di trovare un’esperienza più forte. E siccome in questo momento in rosa ci sono tutti giocatori molto felici e molto contenti di giocare con la Roma, abbiamo cercato di rimediare, di rinforzare e di cambiare. Si è creata questa opportunità. C’erano altre soluzioni importanti sul mercato, anche molto forti e valide, che però, come ho già spiegato prima, non erano semplici da portare avanti. Questa è un’ottima soluzione, che ci permette anche di fare altre cose".

Per quanto riguarda il tassello in attacco, il fatto che sia di piede destro o di piede sinistro sarà un fattore discriminante? E su Pellegrini, brevemente: può essere un’opzione anche nei due di centrocampo?

"Certo, anche Pellegrini può essere un’opzione a centrocampo. Assolutamente sì. Per quanto riguarda il piede destro o sinistro, per me non è mai stato così determinante. Conta più la globalità del giocatore. Non credo sia così fondamentale nella duttilità dei calciatori. Come ho già detto anche per Wesley, Molina o altri giocatori, ci sono stati tanti giocatori destri che hanno giocato a sinistra. Una volta i destri erano molto più numerosi dei mancini e ci si adattava molto di più. Quindi l’importante è prendere un buon giocatore. Se riuscissimo a prenderne due sarebbe il massimo. Non so se sarà possibile, ma è sempre quello che ho chiesto: un terzino e un attaccante esterno. Anche perché, se ne prendiamo due, siamo in 21 in rosa più i portieri. Se ne prendiamo uno siamo in 20. Poi aggiungiamo chiaramente lui, ma la rosa non è una rosa numerosa. È una rosa che oscilla tra i 21 e i 20 giocatori. Quindi il numero è sempre quello, non è mai cambiato. Ora vediamo in questi ultimi due giorni che cosa si può fare".

Qual è l’insidia più grande della gara contro il Lecce? 

"Il Lecce va a giocare in uno stadio pieno, con entusiasmo, con una squadra che ha vinto in trasferta e quindi con il morale molto alto per l’inizio di campionato che ha fatto. Le partite di Serie A sono tutte molto difficili: trovi squadre che corrono, la condizione conterà molto e quindi vai a giocare una partita che comunque è complicata e difficile. Per di più è una sfida resa anche un po’ nascosta da questa situazione di mercato, che si chiuderà martedì. Noi dovremo essere molto bravi a dare continuità alla prestazione, parlo di prestazione prima ancora che di risultato. La prestazione che abbiamo fatto contro la Fiorentina, perché al di là dei problemi della Fiorentina, che si sono anche evidenziati ieri, quella della Roma è stata una prestazione di assoluto valore".