A definire il quadro romanista ci ha pensato l’ultimo arrivato, Rodrigo Mora. “Ho scelto l’86 la prima volta con il Porto e a partire da quel momento non l’ho mai voluto cambiare”, ha dichiarato il portoghese nel corso della sua prima intervista in giallorosso.
Scelta personale, dunque. Né legata al suo anno di nascita (essendo del 2007), né ad altri motivi. Un incastro ideale con la nuova squadra, che fino al suo ingaggio aveva occupato tutte le caselle numeriche, ad eccezione – appunto – dell’86.
La storia delle maglie “fisse” della Roma inizia nella stagione 1995-96. E, in trent’anni di calcio, sono diversi i calciatori ad aver legato il loro destino ad un numero. Ad esempio, Totti con la 10, De Rossi con la 16. Cifre diventate un simbolo, un marchio di fabbrica, quasi un sinonimo dei nomi portati sulle spalle.
Scopriamo la top 10 dei giocatori giallorossi che hanno tenuto lo stesso numero per più partite.
La 10 non è stata la prima maglia di Francesco Totti. Nel 1995-96 sceglie la 20, un numero che gli aveva sempre portato fortuna (che indosserà successivamente anche in Nazionale, prima ai Giochi del Mediterraneo e poi ad Euro 2000), mentre nel 1996-97 opta per la 17. La prima stagione da “Dieci” è la 1997-98. E per altri venti anni, fino al 2017, sarà indiscutibilmente la sua, per 681 partite. La più indossata di tutte. Di Totti.
Come per Totti, anche Daniele De Rossi non prende subito la 16. Esordisce nel 2001 in Champions League con la 27, nel 2004-05 passa alla 4 e, dalla stagione seguente, 2005-06 indossa la 16 per ragioni di cuore. Per tenerla quattordici anni, fino al 2019. DDR16.
Bryan Cristante arriva a Roma nell’estate del 2018 dall’Atalanta. Da centrocampista, sceglie il 4 che lo aveva accompagnato anche nella felice parentesi a Bergamo con Gasperini. E, dal primo momento, diventa uno dei riferimenti, portandosi la 4 per 364 partite. E ne giocherà ancora.
Lorenzo Pellegrini esordisce a Cesena il 22 marzo 2015. Sulle spalle ha il numero 52 e quella sarà la sua unica apparizione in giallorosso fino al 2017, quando torna dall’esperienza biennale con il Sassuolo. Torna a casa e si prende la 7. È ancora la sua maglia, 348 partite dopo.
Stephan El Shaarawy firma per la Roma negli ultimi giorni di gennaio 2016. Esordisce in casa contro il Frosinone e fa gol di tacco sotto la Curva Sud. Ma, in quella prima fase, il Faraone porta sulle spalle la 22. All’inizio della stagione 2016-17 decide di tornare alla sua 92 (come l’anno di nascita) e non la abbandona più per 330 gare (al netto del suo periodo in Cina), fino al meraviglioso gol a Verona nel maggio 2026.
Simone Perrotta tocca la Roma nell’estate del 2004, arriva dal Chievo Verona. Ed è uno dei calciatori che fanno parte della ripartenza giallorossa dopo gli addii di Emerson e Samuel. Dal primo momento fa sua la 20. Con il tempo diventa un titolare inamovibile ed un giocatore unico nel suo genere per la sua collocazione tattica da trequartista d’inserimento.
Gianluca Mancini sceglie la Roma nell’estate del 2019, dopo un campionato di grazia a Bergamo con la magia dell’Atalanta sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini. In linea con gli anni precedenti, tra Perugia e Bergamo, mantiene la sua 23. Un numero fortunato, a Roma soprattutto.
Pensi a Damiano Tommasi e ti viene in mente la sua 17. Sotto la pioggia di Bergamo, con il pugno rivolto verso il cielo dopo il gol. Con le braccia alzate dopo la rete alla Fiorentina nel 2005, tornando da un lunghissimo infortunio, o sotto la neve di Torino in Coppa Italia contro la Juventus. Ma non è sempre stato così, quando arriva nel 1996 indossa la 18. Dall’anno seguente, farà la storia, la sua storia, con la 17.
Marco Delvecchio passa alla Roma nel 1995, arrivando dall’Inter. Quello che inizialmente sembrava un trasferimento temporaneo, diventerà definitivo perché quel 24 farà innamorare i tifosi per diversi motivi, ma soprattutto per i tanti gol nei derby. 300 partite con la 24, per quasi dieci anni.
Rodrigo Taddei diventa un calciatore giallorosso nel 2005, arrivando da svincolato dal Siena dove si era messo in luce come uno dei giovani più interessanti del campionato. L’esterno brasiliano si prende la 11 dal primo momento e diventerà uno degli insostituibili per la Roma per diverse stagioni. Sapeva fare tutto: gol, assist e corsa.