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Storie di tifo

Un mese fa il ritorno in Champions: 10 (+1) romanisti ci raccontano le emozioni di quel giorno!


Un mese. Tanto è trascorso da Verona-Roma, dalla vittoria che il 24 maggio ci ha riportato in Champions 8 anni dopo.

Abbiamo chiesto a 10 romanisti cosa ricordano di un giorno così emozionante. Leggi cosa hanno detto, dopo aver rivissuto sul nostro canale YouTube i momenti più belli del match!

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Juha: "L'inizio di un qualcosa di nuovo..." 

"A differenza di quanto accade di solito prima delle partite piu importanti, ero calmo e fiducioso. Dopo la partita pazzesca a cui avevo assistito a Parma, avevo infatti la forte sensazione che ora niente e nessuno avrebbe potuto fermarci. Verona era un test di maturità. Ma una partita senza brividi non è una partita della nostra amata Roma: la parata decisiva di Svilar al 41', il rigore sbagliato di Malen al 56', la reazione di Paulo e la ribattuta in rete dello stesso Malen, e infine al 93' l'ultimo regalo di ElSha alla Roma. 

Che bello concludere così la stagione, con lacrime di gioia e abbracci assieme agli amici con i quali ho condiviso gioie e dolori durante tutta questa lunga stagione. Ho l'impressione che la partita di Verona non sia stata solo l'ultima della stagione 2025/26, ma anche l'inizio di un qualcosa di nuovo. Qualcosa che tutti noi meritiamo. Grazie Roma!"


Andrea: "Un urlo strozzato in gola"

"Finalmente! Questo ho pensato, mentre strozzavo in gola un urlo liberatorio per non svegliare i miei figli già a letto a quell'ora. E la gioia mista alla commozione per il gol di Elsha che è già nostalgia. Dico la verità: non mi aspettavo di tornare in Champions in questa stagione. Strafelice di essermi sbagliato".


Adriano: "Che applauso all'atterraggio"

"Mi sono sposato a Formentera proprio in quel weekend. Ho sentito il primo tempo per radio sulla pista di decollo di Ibiza, poi ho dovuto spegnere. Di solito io dormo sull'aereo ma non sono riuscito a chiudere occhio per l'ansia, nonostante la sera prima avessimo tirato fino a tardi. 

Appena atterati, appena ho potuto riaccendere lo smartphone, ho visto il risultato e senza rendermene conto mi sono lasciato andare a un urlo: Daje ché stiamo in Champions! Quello che non immaginavo è stata la reazione degli altri passeggeri: è partito un applauso collettivo!". 


Valerio: "Abbiamo pianto di gioia"

"Poteva essere la classica partita da dramma giallorosso. Per chi, come noi, la Roma ce l’ha addosso da sempre, il rischio di una beffa era dietro l’angolo. E invece quel pomeriggio è stato diverso: forse l’inizio di qualcosa di nuovo e la fine della filosofia mainagioista

La liberazione è arrivata al 93’, quando il gol di ElSha ci ha fatto esplodere di gioia. Io e la mia amica Martina ci siamo ritrovati ad abbracciarci con le lacrime agli occhi, perché sembrava scritto che dovesse finire così. Un pomeriggio diverso, profondamente giallorosso".


Claudia: "La sera a casa di Nelly"

"A casa di Nelly il cellulare non prende e Internet non va. Nelly è una delle gattine che curo, questo è il mio lavoro. E quindi Verona-Roma l'ho vissuta quasi al buio. Ma per mia fortuna al piano di sopra abitano altri miei clienti: una famiglia molto romanista. Dalle loro urla, dai loro commenti, capisco come sta andando la partita. 

Fino a: RIGORE RIGORE NOOOOOO... GOOOOOOOOL!

A quel punto sono salita anch'io. Mi hanno aperto la porta e ci siamo ritrovati tutti in piedi fino al fischio finale, ad abbracciarci come se ci conoscessimo da sempre. Quella sera ho provato tanta felicità, ma soprattutto un forte senso di giustizia: è stato giusto che il gol all'ultimo istante sia stato proprio di El Shaarawy, è stato giusto che vincessimo quella partita, è stato giusto che alla fine ad andare in Champions siamo stati noi".


Alessandro: "Tornati nella coppa che ci compete"

"Al fischio finale ho provato un senso di liberazione per essere tornati finalmente nella competizione che ci compete. Quella che ci appartiene. La competizione che ci ha fatto gioire e piangere. Quella delle serate magiche di Roma-Barcellona e Lione-Roma, ma anche quella di Roma-Liverpool o Manchester-Roma, quando abbiamo rivendicato il nostro senso di appartenenza. Quando abbiamo comunque ringraziato di essere nati romanisti. 

Ma soprattutto, ho provato la gioia di poter tornare a respirare l'attesa di tutto questo con mio figlio - 12 anni appena compiuti - pronti a tornare vivere assieme queste notti di sogni, di coppe e di campioni".


Federica: "Macché 90', è durata 300" 

"Le aspettative a inizio stagione molto alte era scemate verso la fine dell'anno solare, ma la fiammella della speranza è tornata ad accendersi perché i romanisti, si sa, hanno un cuore romantico. Verso la la fine del campionato sentivo le classiche frasi se tu le vinci tutte..., se la Juve ne perde una... il classico film già visto. 

La paura vera è iniziata dopo Parma-Roma, quando un pezzetto del quarto posto lo abbiamo toccato con mano al 90'+11'. Poi il derby, e poi Verona-Roma. Quella è stata LA partita, quella che dura 90 minuti (percepiti 300) ma ti fa ricordare per quale motivo tifi così tanto questa squadra nonostante tutto. 

Fino all'ultimo avevamo il terrore di scivolare, poi il Faraone ci ha detto addio nel modo migliore possibile. Doveva andare così e finalmente possiamo ammetterlo: lo sapevamo già tutti!".


Manuele: "Verona-Roma è la Giustizia"

"Verona-Roma è la Giustizia personificata. Perché LEI è nata grande e grande ha da resta'. Le lacrime che mi sono uscite sono solo di gratitudine (Grazie Roma) per ElSha, per Totti che tiene un pallone verso la bandierina del calcio d'angolo dopo il gol di Perotti e per Losi che segna QUEL gol contro la Sampdoria. Il gol di ElSha rappresenta concretamente l'amore disinteressato che io LE do ogni giorno della mia vita. Fosse anche l'ultimo, io farei di tutto per darle una gioia. Il gol di Elsha è amore per me. È per questo che lo ricorderò finché camperò".


Antonio: "Mi ero rassegnato, e invece...!"

"Devo confessare che dopo la sconfitta della Lazio in Coppa Italia mi ero un po' tranquillizzato. Infatti perlomeno la qualificazione in Europa League era assicurata. Poi, via via che si avvicinava la partita di Verona, sono cresciute l'attesa e la speranza che almeno stavolta la Champions League potesse essere alla nostra portata.

Alla fine del primo tempo devo dire che provavo una sensazione quasi di rassegnazione... Poi il rigore e il gol su respinta di Malen hanno sgomberato ogni dubbio. E il gol di El Shaarawy è stato il sigillo finale!".


Alessandro: "Ho acceso la radio al gol del Faraone"

"Ancora non ho fatto gli anticorpi ai miei 53 anni di rimonte sfumate. Nessuna protezione 50 contro le delusioni croniche. Che facevo il giorno di Verona Roma? Altro. Mi sforzavo di fare altro fino a quando non ce l’ho fatta più. 

Perché va bene l’abitudine ma forza Roma sempre e allora ho acceso la radio (che vecchio) proprio sul gol del Faraone. E allora di sconfitte e rimonte vane ne ho viste a pacchi ma daje tutta!"


Patrizio: "Grazie Gasp, nostro condottiero"

"Dopo quel pareggio contro la Juventus ho pensato ci risiamo. Ero pronto a vivere il classico finale di stagione romanista, nel quale ogni pianeta si allinea in modo tale da innescare quel meccanismo che ogni anno ci porta poi a soffrire per aver sfiorato degli obiettivi ai quali siamo rimasti aggrappati fino all'ultima giornata. 

Poi però un certo Gian Piero Gasperini, da vero condottiero, ha preso in mano le redini del nostro destino, ci ha uniti ancor più di prima con la squadra e tutti abbiamo ricominciato a crederci insieme, fino a quel bacio d'addio del Faraone. In quel gol sono uscite fuori tutta la gioia, la speranza e la consapevolezza che avevamo chiuse in un angolo remoto del nostro essere tifosi, liberandoci da quel senso di dubbio, frustrazione e soprattutto dalla paura di restare ancora una volta delusi.

Finalmente tocca a noi, finalmente torniamo dove ci spetta, perché la più bella tifoseria del mondo non merita altro che il più grande palcoscenico, e la città più bella del mondo non merita altro che di esser ricoperta da un manto di stelle, quelle per le quali torneremo, tutti insieme, a urlare The Champions".