Home Notizie

Serie A

Le parole di Gasperini alla vigilia di Parma-Roma


Mister Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Parma-Roma.

Ecco cosa ha detto il nostro mister.


Lei ultimamente si è concentrato sul doppio binario, presente e futuro. Sul presente le risposte ci sono state. Volevo chiederle se anche sul binario che porta verso il futuro ha riscontrato qualche novità, qualche elemento di reattività.

"Il primo binario è quello che scotta. Quindi domani siamo a Parma, siamo a tre giornate alla fine. Sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi la concentrazione è massima è su quello. Sul resto, sono situazioni molto legate a quello che la Società fondamentalmente vuole fare, vuole intraprendere, perciò bisogna rivolgersi principalmente a loro". 

C'è un ritardo?

"Non mi sembra che nessuno viaggi così rapidamente. In questo momento siamo tutti impegnati sul campionato, poi magari le cose si evolvono anche più velocemente alla fine del campionato".

Al netto di eventuali partenze o di eventuali cessioni, questa rosa qui attuale, per essere competitiva a ottimi livelli, secondo lei di quante pedine avrebbe bisogno?

"Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest'anno, e soprattutto la reazione che ha sempre avuto nell'arco di tutto quanto il campionato. In tutte le trentacinque giornate, fin dall'inizio, anche nei momenti di difficoltà, la squadra è sempre stata presente, ha sempre fatto dei buoni risultati, si è sempre mantenuta in posizione alta di classifica. Poi quel che succederà questa estate si vedrà. Sono sempre dell'idea che bisogna migliorarsi, cercando di mettere degli elementi che possano portare un valore aggiunto, che possano far crescere la squadra". 

Vorrei chiederle se la Champions diventa determinante proprio per fare una Roma più forte o se lei ha avuto delle garanzie che i rinforzi, gli acquisti giusti, l'asticella da alzare arriverà comunque a prescindere dalla Champions. In altre parole: c'è il rischio di un ridimensionamento senza la Champions oppure no?

"La Champions ti porta più risorse. Tutti vogliono arrivare in Champions solo ed esclusivamente per quel motivo lì, altrimenti fino a qualche anno fa del quarto posto non importava niente a nessuno. Adesso sono importanti un quarto posto, un terzo posto, un secondo posto. È chiaro che se hai più risorse economiche, hai più possibilità di operare sul mercato. Però non è l'unica cosa: il mondo è pieno anche di società che sanno operare bene sul mercato anche in assenza di risorse così importanti".

Le volevo chiedere a che punto è il casting per il ds e se i Friedkin la stanno coinvolgendo.

"In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato e sulla partita di domani (domenica, ndr). Per tutte quelle che sono le varie ipotesi, riguardano tante squadre e quindi i casting si sprecano un po' da tutte le parti. In questo momento, almeno io sono concentrato sulla partita di domani".

Dopo la partita con la Fiorentina, lei ha detto che ha voglia di lavorare sulle sue idee e non con le idee degli altri. Volevo sapere chi sono questi altri a cui si riferisce e se c'è eventualmente qualcuno che non vuole appoggiare totalmente le sue idee. Poi le chiedo un'ultima cosa al volo: che cosa ne pensa del ruolo di manager all'inglese in Italia? A lei piace?

"Mi sono già espresso un'altra volta dicendo che, secondo me, allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi le proprie storie e parlarsi con grande sincerità, vedere quello che si può fare per il bene della società, per il bene della squadra e con un unico obiettivo: quello di migliorare tecnicamente la propria squadra andando a ricercare i giocatori con le caratteristiche necessarie all'allenatore per sviluppare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze di spesa che il direttore sportivo si ritrova ad avere. Li vedo come due ruoli molto legati, molto vicini, sia come idee di calcio che come possibilità di sostenersi e aiutarsi l'uno con l'altro, comprendendo anche le difficoltà dell'uno e le difficoltà dell'altro. Questo con una sola finalità: quella di migliorare la squadra.

Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Stiamo parlando di tante cose, meno che di calcio. Non parliamo di giocatori, non parliamo di situazioni, non parliamo di squadre: gli unici argomenti che sono sviluppati sono questi semi-polemici. 

È chiaro che il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati e quindi cerco di portare avanti quelli che sono stati i miei punti di forza e sviluppare delle situazioni e vado alla ricerca magari di giocatori che possano aiutarmi a sviluppare il tipo di gioco che voglio fare".

È tornato Kone ed è stato subito determinante nella scorsa partita. Io le chiedo: è un giocatore su cui lei vuole contare nella prossima stagione? È uno di quelli che ritiene incedibili? Perché si parla tanto di lui in quest’ottica del fair play finanziario e le cessioni entro il 30 giugno. Volevo capire il suo pensiero sul ragazzo.

"Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top mondiali. E poi ritorniamo al discorso del quarto posto: cos’è che fa la differenza? È sempre l’aspetto economico. Di fronte a delle offerte irrinunciabili, tutti – tutti, tolto pochissimi – sono irrinunciabili. Però queste offerte irrinunciabili sono rarissime e Kone è un giocatore forte. Perché dovrei dire che mi piacerebbe che andasse via? Spero che continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un’offerta irrinunciabile, allora... che ti consente forse di fare altre cose. Ma vale per tutti".

Raccogliamo testimonianze di un suo iperattivismo sui rinnovi di contratto. Vorrei sapere quanto c'è di vero in questo?

"(Il mister ride, ndr) ma infatti ho rinnovato tutti i giocatori, ho incontrato tutti i direttori sportivi... Io in questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per vincere, possibilmente, la partita di domani. Tutte le altre questioni andranno – se sarò io coinvolto con la Società – discusse con la Società, che in questo momento è impegnatissima e quindi, quando riterrà opportuno di poterlo fare, accelererà su questo. Però la Società si muove, non è che non si muova. Poi, dopo, evidentemente non è ancora il momento giusto".

Siamo in "campagna elettorale" e si va in Champions League tramite i voti. Lei è il politico e deve convincere a farsi votare per andare in Champions. Questa Roma, perché dovrebbe andare in Champions League?

"Intanto leviamo il "politico" che io non c’entro niente con la politica per fortuna. Sono uno che ha sempre fatto sport e lo sport è trasversale. La Roma potrebbe andare in Champions League ma, come si è detto prima, la differenza è veramente minima perché lo meritano anche le altre. Perché siamo stati sempre lì tutto quanto il campionato a battagliare, a giocare con tutte le altre squadre. A eliminazione sono andate via il Bologna, la Lazio, l'Atalanta... Le altre sono rimaste ancora un lì e ora ci si gioca tutto sul filo di un punto. Perché è stata una stagione, da parte nostra, per me molto soddisfacente, da parte della squadra. Se andassimo in Champions, sarebbe veramente un risultato che ci darebbe grandissima soddisfazione".

Volevo chiederle se lei domani avrà intenzione di confermare l’undici titolare che è partito contro la Fiorentina o se comunque, essendo il Parma una squadra che sono quasi sicuro che domani schiererà una formazione molto più difensiva che offensiva, magari aggiungere qualcosa davanti o a centrocampo piuttosto che la solita difesa.

"(Il mister sorride, ndr) A me piace la solita difesa!". La Roma sta facendo bene, stiamo vivendo un buon momento anche di fiducia, anche tecnica. Ogni partita è veramente diversa. Incontriamo una squadra che ha fatto dei risultati importanti, si è tolta molto bene dalla lotta per non retrocedere, è sicuramente una squadra tranquilla. Ma abbiamo visto la scorsa settimana come il campionato italiano, per fortuna, sia diventato bello fino all’ultima giornata, dove anche squadre che non hanno degli obiettivi chiari in questo momento giocano però le partite al meglio. Si è visto il Verona già retrocesso fare tre punti a Torino e il Sassuolo battere il Milan... Questo è molto positivo. Io so che domani per vincere col Parma dovremo fare veramente bene".

Lei ha detto che dopo la fine della stagione parleremo con la società "se" io sarò coinvolto. Questa preposizione italiana mi ha un po' inquietato, perché non è certo?

"Non soffermiamoci sulle parole, andiamo al succo del discorso. È chiaro che arriverà il momento in cui dovremmo veramente essere una squadra forte, no? Una squadra dove c'è la convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare, ovviamente. E quindi su questo non possiamo permetterci dei dubbi o delle incertezze".

Le chiedo se è soddisfatto delle ultime partite che ha giocato Soulé, orientativamente da quando è rientrato dall'infortunio. Per lei è un leader tecnico di questa squadra?

"Soulé ha fatto sicuramente bene. Ha avuto questo periodo molto lungo, sofferto, di pubalgia. Questo sicuramente gli ha lasciato qualche strascico che però lui sta superando. Sta giocando. Non è al meglio, sicuramente, dal punto di vista fisico, però il suo contributo quando c'è, è sempre molto importante".

È un leader tecnico della squadra?

"Cosa intende per leader? Sì, sicuramente un giocatore importante. Come abbiamo un gruppo di giocatori molto importanti".

Le volevo parlarle della partita di domani, in particolare dell'allenatore avversario, Carlos Cuesta. Perché dopo una breve esperienza nel settore giovanile, a soli 18 anni si è buttato nel mondo degli allenatori intraprendendo il percorso per diventare allenatore. Volevo chiederle se questo aspetto di essersi buttato subito a fare l'allenatore e magari non essendo passato prima per il campo possa essere un qualcosa che dia più aspetti positivi a lungo andare o negativi non avendo comunque vissuto le dinamiche di campo.

"Io ho avuto modo di conoscerlo l'estate scorsa. È un ragazzo molto preparato. Sì, a volte effettivamente ha saltato molti ostacoli, no? È arrivato direttamente in alto. Questo succede. Ci sono alcuni che devono fare una strada molto più tortuosa, con molte più curve, altri che prendono la direttissima. Lui è tra questi. Di solito, in questi modi, a volte è anche un po' più rischioso, però lui invece ha dimostrato nel campionato di acquisire sempre più fiducia. 

L'aspetto del suo Parma è comunque quello di una squadra solida. Ha fatto dei risultati veramente interessanti, ha salvato il Parma con diverse giornate d'anticipo, è stata una squadra molto concreta. E questo comunque, per un allenatore così giovane subito in Serie A, è sicuramente un bel traguardo".

Come sta Angelino, ci sono possibilità di rivederlo da qui a fine campionato in campo? E come sta Dybala?

"Dybala si sta allenando regolarmente già da un paio di settimane e quindi sta migliorando. Non è tanto una questione di condizione, quanto una questione un po' di recuperare la forza in quella gamba, la potenza di tiro. 

Angelino ha avuto veramente una stagione inaspettata da parte di tutti, difficilissima. Forse per la prima volta in questi ultimi giorni, in queste ultime settimane, lo stiamo rivedendo. Si sta avvicinando al giocatore che è stato l'anno scorso e questo fa ben sperare, soprattutto per la prossima stagione, perché è un giocatore forte che purtroppo è venuto a mancare tutto l'anno".

Stiamo lavorando sulle operazioni di mercato e i giocatori stranieri: il tema della loro presenza massiccia nel campionato. Abbiamo lavorato su alcune operazioni della Roma e anche di altri club. Ci sono un paio di operazioni della Roma, in particolare quella di Bailey e quella di Wesley, che ci risultano intermediate da un giovane 32enne di nome Pietro Scala, che è un amico di Ryan Friedkin, non ha un ruolo ufficiale nella Roma, però ha un ruolo di fatto. Cioè, ha un ruolo nel controllo dei contratti e in molte vicende. Le chiedo se questo suo rapporto particolare sia la ragione per avere intermediato questi contratti, dove poi ci sono commissioni importanti: su quello di  Wesley parliamo di commissioni di più di 2 milioni di euro. Sono le uniche operazioni che lui ha fatto di questo genere.

"Sono la persona meno indicata perché io parlo sempre sotto l'aspetto tecnico. Se lei mi chiede di Wesley sotto quell'aspetto, ne posso parlare finché vuole. L'altro giocatore chi è?".

Bailey.

"Bailey purtroppo ha avuto... Però ora ho visto che è disponibile sempre, può giocare. Sotto l'aspetto contrattuale, io non partecipo mai alle trattative e non partecipo mai allo sviluppo dei contratti".

Cioè non conosce chi tutela gli interessi di questi calciatori?

"Posso anche conoscere direttamente qualcuno di più, qualcuno di meno. Se lei mi chiede chi sia il procuratore di Bailey, io non lo so. Magari lo conosco, eh, però così non glielo so dire. Io non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alle trattative su quanto costi uno e quanto costi l'altro, di quanto tirino, di quanto siano le commissioni. Non credo che ci siano allenatori che possano aiutare in questo senso".