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Europa League

La conferenza stampa di Gasperini alla vigilia di Roma-Bologna


Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bologna, ritorno degli ottavi di finale di Europa League.

Ecco le parole del tecnico giallorosso.


Quali sono le condizioni di Mancini, Kone e Celik, che ieri si sono allenati a parte? C’è qualcuno a rischio o è solo una precauzione?

“Tutte e due le cose. Forse Koné. Vediamo oggi con l’ultimo allenamento. Vediamo”.

Come immagina la gara con il Bologna, anche in rapporto alle condizioni della squadra?

“Gara decisiva da dentro o fuori. Non c’è pareggio, deve uscire un vincitore. Ci sono 90 minuti sicuri, possibilità di supplementari, rigori, come nelle coppe europee. Sono partite diverse dal campionato, ma forse ancora più affascinanti e particolari”.

Può essere la partita spartiacque della stagione?

“Sono già state tante le partite importanti per continuare nella stagione ad avere obiettivi sempre migliori e più alti. Questa è una gara da dentro o fuori, che ti dà la possibilità di giocare altre due partite spartiacque. La parola spartiacque non mi piace molto, però rende l’importanza della gara: sei dentro una manifestazione nella quale puoi continuare ad andare avanti oppure uscire, quindi in questo senso è più importante di una partita di campionato, di sicuro”.

Ha convinto la spiegazione dell’AIA sull’episodio del rosso a Wesley a Como?

“Rivedendo le immagini, quando ti senti preso in giro fai la faccia un po’ da scemo. Ecco, diciamo così, almeno non mettiamo in difficoltà nessuno”.

Che momento è questo per voi? Gli umori dei tifosi, in particolare sui social, sono sempre molto altalenanti in base ai risultati. Lei vede i social?

“No, ma tutte le reazioni sui social, dei tifosi e degli addetti ai lavori, vanno accettate, sia nel bene che nel male. Noi dobbiamo pensare a lavorare al meglio possibile per cercare di dare soddisfazione e ottenere risultati. Abbiamo la coscienza a posto: l’impegno della squadra è totale e questo ci garantisce serenità. Tutti vogliamo ottenere il massimo, ma quello che sta facendo la squadra è straordinario. Per me è molto positivo. L’ho detto anche ai giocatori, non per indorare la pillola, ma perché credo davvero che questo gruppo, dall’inizio della stagione, stia dimostrando grande serietà, volontà e applicazione, cercando di fare il massimo”.

La partita secca può essere più congeniale per Roma e Bologna, viste le vostre caratteristiche europee?

“Non lo so se sia più congeniale, perché sono partite in cui l’episodio diventa ancora più determinante rispetto al campionato, dato che i margini di recupero sono inferiori. Questa è una gara di ritorno, quindi servono attenzione e tanti altri aspetti, come quando si gioca una finale. Conta molto la capacità realizzativa quando hai le occasioni e la solidità difensiva quando subisci. Sono comunque due squadre che possono portare lustro al calcio italiano, perché in Europa si sono sempre comportate bene”.

Negli ultimi 40 giorni la Roma ha perso partite simili contro squadre aggressive, tipo Udinese, Genoa e Como: da cosa dipende?

“In quei 40 giorni ci sono state tante partite, non solo quelle. Abbiamo affrontato Napoli, Juventus, Milan, Cagliari, Cremonese, quindi bisogna considerare tutto il percorso. In alcune gare abbiamo fatto meglio, in altre meno. Abbiamo avuto difficoltà di organico tra squalifiche, infortuni e situazioni varie, senza che siano alibi. Partite come quelle di Genova o Como sono state anche condizionate da episodi. Non credo che la squadra abbia sbagliato atteggiamento, sotto questo aspetto non ho molto da rimproverare. Possiamo non aver giocato bene tutte le partite, questo sì, ma non è solo una questione di aggressività. Ora c’è un’altra partita e vogliamo farla al meglio delle nostre capacità”.

El Shaarawy può essere il partner più adatto per Malen e avere una chance dal primo minuto?

“Basta guardare la nostra rosa. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni senza allenarsi, completamente fermo. Ha fatto un paio di settimane di recupero, è entrato in una partita e domenica ha giocato, procurandosi anche un rigore. In questo momento, tra l’altro, non avremo neanche Venturino perché non è in lista UEFA, quindi davanti ci sono lui, Pellegrini e Zaragoza. Ci muoviamo con queste soluzioni e tutti stanno cercando di dare il massimo. El Shaarawy, adesso che è rientrato, può essere tra i protagonisti”.

Il turnover del Bologna può essere un fattore, anche in vista dei 120 minuti?

“Non mi spaventa. Noi siamo temprati, abbiamo dovuto giocare anche una mezz’ora in dieci, abbiamo fatto una bella fatica e questo ci permette di essere pronti anche al ritmo del Bologna. A volte riposare non significa necessariamente stare meglio. Lo vedremo domani, può essere una cosa a favore nostro”.

Com’è vivere l’Olimpico da allenatore della Roma, con il sostegno dei tifosi?

“È sempre stato così, non solo per questa partita. Magari ci sarà qualcosa in più perché è una partita da dentro o fuori, ma il supporto dello stadio è sempre stato un grande valore per la squadra. All’inizio avevamo più difficoltà nelle partite in casa, poi siamo riusciti a trasformare questo aspetto trovando una strada più redditizia nei risultati interni. Era un cruccio iniziale, adesso speriamo di continuare così fino alla fine della stagione”.

Che Bologna si aspetta per questa gara? E, avvertendo il sentiment dell’ambiente bolognese, c’è ancora la convinzione che la Roma sia favorita. Per lei è una pressione in più?

“L’ambizione è uguale per entrambe le squadre. Il Bologna in campionato è rimasto un po’ indietro, ma recentemente si è anche ripresa bene. Lo scorso anno giocava la Champions, non c’è tutta questa differenza, sono squadre vicine nei valori, lo dimostrano le partite che abbiamo giocato. Quindi sappiamo benissimo che è una partita come l’abbiamo descritta fino adesso”.