Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Partendo dagli assenti, che sono molti, c’è qualcosa di più che non sappiamo? E per quanto riguarda gli attaccanti, ci sarà bisogno di un centrocampista in più o Zaragoza può iniziare la gara?
“È evidente che, se contiamo sempre le assenze di Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento. E se tutto va bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson, ormai è chiaro che finirà la stagione qui e sarà operato alla caviglia, non avrà più tempo per recuperare nemmeno nel finale di stagione. Questi due sono ormai da depennare dalla lista degli assenti. Per quanto riguarda gli altri, siamo in una situazione più gestibile. Malen c’è, Vaz c’è, Venturino, abbiamo recuperato El Shaarawy, c’è Pellegrini, c’è Zaragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come abbiamo fatto fino ad ora. Anche se è vero che Soulé è fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco”.
Alla luce dell’infortunio di Dybala e degli altri stop registrati in questa stagione, c’è qualche problema di comunicazione magari all’interno dello staff medico, c’è qualcosa che non sta quadrando come dovrebbe?
“No, ma sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina. È un argomento sul quale non possiamo competere con dei medici che comunque sono dei professionisti da tempo. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limiti, no? Cioè cominciare da Ferguson che si è presentato, che è arrivato dopo un anno che ha avuto un intervento, delle grosse difficoltà iniziali a recuperare con poche partite che aveva giocato l’anno scorso, ha avuto un ottimo periodo mi pare intorno a dicembre, e poi dopo c’è stata questa ricaduta, ma era già un caso molto difficile. Poi c’è stato il caso di Angelino, ci sono state adesso queste situazioni, c’è stata quella di Bailey, c’è stata quella di Dovbyk, adesso Dybala, indubbiamente sono dei casi non frequenti nel calcio, perché poi non sono neanche muscolari, son tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori sicuramente è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui, continuiamo a andare avanti con tutti i migliori propositi”.
A proposito della cena che ha fatto con Totti in questa settimana, avete parlato di una prospettiva, non so, di un ruolo tecnico, un direttore tecnico, una figura dirigenziale che può aiutarla un po’ di più nel concreto.
“Io non sono nella condizione di proporre di queste situazioni, io è otto nove mesi che sono a Roma, non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche quella… No, ma anche sul ruolo, sul centenario e su quale ruolo, è stata una cosa che da oltre un mese io vengo qui a fare le conferenze e voi mi chiedete di Totti. Dopodiché c’era questo discorso della cena, ho detto: "Ma facciamola ‘sta cena" e penso che, senza voler mettere in difficoltà nessuno, mi sembra proprio una cena normalissima dove abbiamo parlato di calcio, basta, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire, a me piace anche molto come parla di calcio, uno molto diretto, che ha, come tutti i grandi campioni, delle misure e delle angolazioni molto, molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori, di squadra, così. Sicuramente piacevole per me che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari”.
Malen andrà incontro ad un periodo con tre partite in una settimana. Ha in mente una gestione particolare dell’attaccante olandese? E, a questo proposito, a che punto è la crescita di Vaz?
“No, non si possono fare previsioni sulle partite. Adesso entriamo in una fase di partite tutte determinanti, tutte importanti, dove si gioca con un modo ravvicinato, dove è importante il campionato, sarà decisiva l’Europa League. In una settimana ci giochiamo l’opportunità almeno di andare avanti in Europa League, che è una competizione importantissima, e diventa fondamentale questi due prossimi turni. Li giochiamo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo, di partita in partita. Quindi i calcoli fatti prima non servono a niente, perché poi quando giochi la partita, ti trovi durante la gara, che sai, oltretutto abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni o anche piccoli infortuni che possano farti saltare qualche partita. Veramente bisogna guardare tutto quello che c’è di volta in volta e vedere come uno recupera da una partita a due partite, da tre partite, se puoi fare degli spezzoni. Ci sono i giocatori che recuperano e stanno molto bene e dei giocatori che t’aspetti magari che possano giocare di più e poi magari hanno necessità di fare degli spezzoni. Bisogna utilizzare tutta quanta la rosa, Vaz in questo momento è l’alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo, è chiaro che ogni situazione, ogni occasione, io penso che giocando così ravvicinati, ci sarà bisogno di lui, di Arena, di tutti quanti. Però come, quando, dove, lo vediamo giocando”.
In questo momento della stagione, come vede la Roma nella corsa alla Champions League vedendo anche le rivali che recuperano giocatori? E poi, quando pensa di poter riavere a disposizione Angelino?
“Ah, non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sicuramente sta meglio, sicuramente si sta allenando, sta acquisendo sempre più capacità, però poi la capacità di prestazione non lo so, negli ultimi tempi è sicuramente migliorato, ma ha avuto un periodo che era fuori completamente, fermo completamente, quindi lo vediamo. Sulle altre cose siamo lì a giocare con tutti, infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte, un po’ tante squadre. È imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi poi sono stati particolari, nel senso che io ho avuto 14-15 giocatori, forse anche 16, degli highlander che hanno avuto pochissimo e soprattutto, rispetto ad altri anni, anche di natura muscolare, che sono quelli più frequenti nel calcio, sono stati veramente pochi e sempre molto brevi. Purtroppo ci sono stati alcuni, Bailey da fuori cinque mesi che è doppio da fuori, che si sommano, cioè abbiamo avuto diversi giocatori che sono stati fuori tanti mesi. Però, io continuo a guardare avanti, continuo a guardare alla partita contro il Genoa. Ci sarà il Genoa, ci sarà il Bologna, ci sarà il Como, ci sarà il Bologna, e arriviamo alla sosta con Lecce. Sono già due settimane belle, non decisive, io continuo a ripetervi che la decisione adesso è di stare dentro, poi ad aprile e di continuare a stare dentro poi a maggio. E le cose decisive saranno a maggio, sperando di poter giocare per l’Europa e di stare dentro, l’obiettivo adesso è stare dentro”.
Dopo la partita con la Juventus, ha visto qualche contraccolpo psicologico da parte dei giocatori? E c’è stato modo anche di capire di più su questa tendenza delle ultime partite, in realtà, a queste rimonte, a queste disattenzioni, soprattutto difensive.
“Ma non mi sembra siano state così tante, no? Dipende sempre come si vuole guardare le cose. Noi all’andata avevamo perso sia col Napoli sia con la Juve, adesso abbiamo fatto due punti, potevano essere probabilmente di più, quello sì, siamo usciti molto dispiaciuti anche martedì, perché quando ci ritroviamo a prendere gol a un minuto, due minuti dalla fine pesa molto di più, che non so, tipo quello del Napoli a 10 minuti dalla fine, a 8 minuti dalla fine. Ma soprattutto in virtù della partita e com’è andata la gara. Poi puoi continuare a parlare di questo oppure puoi cominciare a parlare di come sei andato 3-1, di come hai giocato a Napoli, di che razza di prestazione hai fatto, di che cosa ti ha portato a fare quelle prestazioni, di come hanno giocato certi giocatori, e allora, dipende sempre cosa vuoi vedere”.
Viste le tante gare ravvicinate che ci saranno, come ci si approccia a questa gara? Farà dei pensieri anche sulle prossime?
“Guardi, faccio veramente fatica. Domani giochiamo a Genoa. Conosco bene quello stadio.. Una squadra che in casa va forte, trascinata e spinta dal pubblico. Non abbiamo da fare altri pensieri. Dobbiamo organizzare, pensare alla squadra, alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51. Probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, però ci sono anche delle condizioni particolari dove se arrivi con tutti questi mal di testa, con tutti questi problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare una gara dove dobbiamo arrivare forti. Gara difficile, come tutte quelle del nostro campionato. Guardare i loro undici, guardare i nostri, vedere cosa possiamo fare di buono e come. Abbiamo fatto tante trasferte. Quest’anno è una partita che vale tre punti”.
Guardando al girone di ritorno, la Roma ha più punti negli scontri diretti e ha una media gol più alta, questo in conseguenza dell’arrivo di Malen? E poi, Hermoso come sta?
“Ah, che bello. Attacchiamoci a queste cose qua, quindi vuol dire che abbiamo un buon trend. Beh, sicuramente Malen pesa e pesa molto bene, però, insomma, non è che prima di Malen andassero malissimo le cose. Adesso sicuramente, con lui, abbiamo più potenzialità offensive, questo è innegabile. E quindi su questo, ecco, questo è l’altro mezzo bicchiere. Possiamo cominciare a vedere. Hermoso domani no, vediamo, la prossima settimana”.
La squadra ha fatto delle partite meravigliose, non ultima quella con la Juventus. Quale è l’ultimo step che manca?
“Io ho rivisto la partita e non abbiamo sofferto, anche negli ultimi minuti finali dopo che abbiamo preso il 3-2, non c’è stato tutto quello. Abbiamo avuto azione anche noi, poi c’è stato un calcio d’angolo a favore e poi c’è stata una punizione tirata a due minuti dalla fine dentro l’area che è nata quella cosa lì, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale. Basta, stop. Non riesco a ragionare in quell’ottica. Faccio veramente fatica. C’è un avversario, abbiamo fatto una prestazione, ma rimanere su quello faccio veramente fatica. Non ne voglio condizionare il giudizio di una partita in seguito a quell’episodio, se si faceva questo, se si faceva quell’altro. Va bene, fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo”.
Come si sopperisce per caratteristiche all’assenza di Wesley? E un giudizio sul suo collega Daniele De Rossi, sul suo operato.
“Beh, Daniele, bene, sta dando. Sta dando a una squadra che gioca a calcio, una squadra che è convincente col proprio pubblico, ecco e quindi questo è un segnale positivo. Quando la gente va allo stadio e insomma ha fiducia nella propria squadra, è soddisfatta di come gioca la propria squadra, già è un grande segnale. Poi stanno giocando per obiettivi diversi dai nostri, però stanno costruendo, stanno costruendo il loro traguardo, che anche per loro è tutto quanto da giocare, è tutto quanto aperto, c’è difficoltà per tutti in qualunque zona della classifica, però sicuramente sta facendo un lavoro molto buono. Wesley squalificato, quindi capita nelle somme delle ammonizioni, abbiamo due un paio di soluzioni, vediamo”.
L’ha convinta la prestazione di Rensch contro la Juventus, anche in ottica di magari una titolarità domani contro il Genoa, prendendo in esame la probabile assenza di Norton-Cuffy, che giocherebbe eventualmente sullo stesso lato?
“Lui ha fatto molto bene, ha fatto molto bene perché arrivava comunque anche da un periodo di poco impiego, anche da un periodo di infortunio, ha avuto un colpo al ginocchio che l’ha tenuto con un grosso ematoma che l’ha tenuto fuori per diverse settimane e gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po’ di crampi, ma è normale quando non giochi da tempo. Ma lui aveva già fatto altre prestazioni buone. L’alternativa a Wesley a sinistra può giocare Tsimikas, può giocare lui, può giocare Celik, può giocare Ghilardi. Sono queste in giro. In base a questo Celik può giocare dietro, può giocare esterno. Quindi su quello ti muovi”.
Contro la Juventus c’è stato un giocatore, Cristante, che è sembrato un po’ sotto tono. Le chiedo se domani può riposare e poi una curiosità, lunedì chi ha pagato, lei o Totti?
“Nessuno dei due (ride ndr). Cristante sta giocando tantissime partite, ogni tanto non puoi sempre sapere qual è il recupero. Adesso che giocheremo anche ravvicinato, tante volte. Questo è l’aspetto un po’ più difficile per tutti quanti, riuscire a intuire quando uno magari ha bisogno di un giorno in più di recupero oppure quando è in grado di recuperare anche una partita tra giovedì e domenica. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciare perché nel gioco aereo è fondamentale e non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre chiaramente la duttilità di tutto il resto. Però anche lui non è che può giocare, ci sono delle volte che magari ha bisogno di recuperare un po’ di più, oltretutto in quella zona del campo noi abbiamo sicuramente la zona dove abbiamo sicuramente più alternative importanti e validi”.