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Le parole di Gasperini dopo Udinese-Roma


Gian Piero Gasperini ha parlato a Sky al termine di Udinese-Roma, giornata numero 23 di Serie A.

Ecco le parole del tecnico giallorosso.


Forse è mancata un po' di qualità?

"Indubbiamente non è facile, ci è mancata un po' di precisione negli ultimi sedici metri, un po' di fortuna, anche per il gol preso, ma questa è una squadra che esce sempre a testa alta e trova la forza per migliorarsi sempre".

Oggi due occasioni pericolose, questo salto all'indietro che motivi hai?

"Era una partita molto chiusa. Anche loro hanno avuto due tiri dalla distanza, altrimenti era difficile per entrambe le squadre, non solo per noi. Sicuramente, sotto il profilo tecnico, non è stata una partita bella. Noi c’eravamo probabilmente di più. Non siamo riusciti a concretizzare, ma per me non sono solo due occasioni: quando porti quattro, cinque, sei uomini dentro l’area, poi magari non si conclude con il tiro. Penso che noi abbiamo fatto molto di più".

Fino a che punto sei contento del mercato?

"Condivido l'analisi della partita, queste sono partite difficili, decise da episodi. Il mercato si è chiuso, adesso abbiamo questi 4 mesi e non pensavo di avere tutte queste difficoltà per inserire qualche giocatore di ruolo nelle posizioni che cerchiamo da questa estate. Però è arrivato Malen, è arrivato Zaragoza, ci sono ragazzi giovanissimi, che daranno sicuramente il massimo".

C'è un giocatore che avresti voluto? Una ciliegina sulla torta?

"No, no, guarda, sono stati fatti decine di nomi. Io sono molto contento perché, in pochissimo tempo, si è creata la possibilità di Malen e poi, negli ultimi due giorni, anche quella di Zaragoza. Il mercato di gennaio mi rendo conto che non è mai facile, però è così, è andata così. Questi due giocatori sicuramente ci aiuteranno. Poi sono arrivati ragazzi come Venturino, come Vaz, ma questi rappresentano il futuro: non possiamo pensare in questo momento che possano essere competitivi per traguardi così alti. L’importante è non avere infortuni, questa sarebbe la cosa più importante, riuscire a recuperare Dybala, Koné e qualche altro giocatore che abbiamo ancora fuori. Poi continueremo nel percorso che abbiamo fatto fino ad adesso, perché questo è un gruppo che sicuramente lavora".

Si gioca troppo come dice Conte?

"Il gioco del calcio porta inevitabilmente a farsi male. Gli stiramenti muscolari esistono da sempre, così come le distorsioni alle ginocchia e alle caviglie. Oggi sono forse un po’ più frequenti perché si gioca il doppio delle partite, ma probabilmente, se si va a vedere la percentuale, gli infortuni sono sempre stati questi: sublussioni, contusioni, problemi alle ginocchia e alle caviglie. La scienza non è mai riuscita a dimezzare i tempi di recupero: quando c’è una lesione muscolare servono almeno tre settimane, come succedeva anni fa. Oggi ci sono diagnosi molto più precise e talvolta anche un po’ di sfortuna, che porta a fermare i giocatori per problemi apparentemente minori, e questo è un tema. Le partite giocate sono tante, è chiaro: è quello che vogliono le televisioni e la gente, e quindi si va avanti su questo sistema. I rischi sono questi, effettivamente. Però non c’è nulla che dimostri con certezza che facendo diversamente non ci si faccia male: è una constatazione statistica, ma non una certezza assoluta".