Queste sono state le sue parole.
A proposito di Pisilli, lei l’aveva caricato, dicendo che è il prototipo del talento giovane che, lavorando, può raggiungere quello che lei ha indicato come manifesto in conferenza stampa: avere un blocco di quattordici-quindici titolari, ma anche giovani che, quando entrano, non abbassano il livello tecnico. Aveva detto: “Pisilli è uno di questi”.
"Sì, ovviamente. Devo dire che lui, già in altre situazioni – anche l’anno scorso – ha dimostrato spesso il suo valore. Credo sia cresciuto molto. Questa sera, al di là del gol, ha fatto una prestazione importante: ha raggiunto una maturità in campo notevole, nonostante la giovane età".
Forse mi sono un po’ allargato, ma ho detto che gol così li vedevamo in passato da Tardelli…
"Un po’ gli assomiglia. Tardelli era anche fisicamente un giocatore importante. Pisilli è simile: magari non ha la stessa velocità che aveva Tardelli, però ha una grande capacità di inserimento e tempi ottimi. Ha sempre fatto gol e calcia molto bene. È sicuramente un bel valore".
Ha cambiato sette giocatori rispetto alla brillante partita di Torino e i fatti le hanno dato ragione. A cosa è arrivato attraverso questa riflessione?
"A diverse riflessioni. Intanto ho la fortuna di vedere gli allenamenti e quindi di osservare la crescita non solo di Pisilli, ma anche di Ghilardi, che questa sera ha fatto un’ottima partita. Ziolokowski è un ragazzo di prospettiva: magari non regge ancora novanta minuti, ma spezzoni di gara importanti li può fare. Sono giocatori giovanissimi, in evoluzione anche fisica.
Inoltre avevo bisogno di testare la condizione di chi nell’ultima partita aveva giocato meno, come Soulé e Pellegrini, che rientrava da poco. Ne è venuta fuori una partita perfetta per noi, anche perché siamo riusciti a valorizzare tutti. Era una gara difficile, contro una squadra forte, importante anche per la classifica: un test davvero probante".
Dove può arrivare questa Roma? È una squadra che non pareggia mai e vince tanto: secondo me è un grande pregio.
"È vero. A volte qualcuno dice: Se avessimo fatto qualche pareggio in più saremmo ancora più in alto. Ma è anche vero che con qualche vittoria in meno saremmo molto più in basso. Con i tre punti la vittoria è fondamentale e noi la cerchiamo sempre, indipendentemente dall’avversario. Non riusciamo a speculare e non voglio che si speculi sul punticino. I veri salti in avanti li fai vincendo le partite. In campionato e in coppa abbiamo fatto bene.
Ci sono mancati ancora alcuni risultati contro le primissime, ma ci siamo andati vicino: non tutte le sconfitte sono state nette. Ci stiamo avvicinando e, se riuscissimo a fare risultato anche con le prime, ci sentiremmo ancora più forti".
Ora sono arrivati rinforzi che presto saranno disponibili anche in Europa League, come Malen e Vaz. Abbiamo visto anche la crescita di Dybala. Che prospettive dà questo attacco? È più vicino alle sue idee di calcio?
"In realtà siamo ancora spesso in emergenza in attacco. Questa sera, ad esempio, abbiamo finito con Rensch attaccante di destra. Abbiamo spesso assenze importanti, come El Shaarawy, e davanti non abbiamo più Dovbyk.
È vero, sono arrivati due giocatori nello stesso ruolo: uno ha dimostrato subito di essere molto forte, e di questo siamo contenti; l’altro è un ragazzo di grande prospettiva che ora cercheremo di conoscere meglio. Se riuscissimo a fare ancora qualcosa, non sarebbe facile a gennaio, perché il mercato invernale è sempre complicato. È chiaro però che il reparto offensivo è quello più monitorato: con i cinque cambi, tutte le squadre – soprattutto quelle con cui competiamo – sono molto attrezzate, numericamente e qualitativamente".
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