Queste sono state le parole del centrocampista.
Si è parlato molto di una tua possibile partenza: il capitolo mercato è chiuso per adesso? E poi l'allenatore ci ha detto: “Pisilli merita più spazio”, e tu questo spazio l'hai avuto. Vorrei chiederti in cosa lo hai convinto.
"Il mercato chiude il 2 febbraio, ma io sono totalmente focalizzato sulla Roma, sulla partita di domani e su tutte le partite che verranno da qui alla fine del mercato e alla fine della stagione. Per quanto riguarda lo spazio - è vero - in questo periodo ho giocato un po' di più, ho cercato di farmi trovare pronto allenandomi sempre al meglio in tutto questo periodo, anche nel quale magari ho giocato un po' meno.
Ma non è stato tempo perso, non è stato un periodo buttato, perché anche quando non vai in campo la domenica hai tutta una settimana per lavorare, cercare di migliorare e convincere l'allenatore a farti vedere che sei pronto. Iin queste partite spero di aver dato delle buone risposte: ho cercato di dare il massimo ed è quello che farò sempre".
Adesso ti senti un giocatore migliore?
"Sì, sicuramente penso che in questi mesi sono migliorato e soprattutto ho capito meglio le richieste del mister. Perché, comunque, quando arriva un mister nuovo ti devi adattare in qualche modo alle nuove richieste rispetto al tecnico passato. E penso che questi mesi siano stati fondamentali anche nel comprendere che tipo di giocatore dovevo diventare per giocarmi al meglio le mie chance".
Giochi domani? Quanto è difficile togliere posto allo zoccolo duro?
"La formazione non la so e non sono io a farla (ride, ndr). Per quanto riguarda l'altra domanda, è vero: il centrocampo della Roma è un reparto molto forte e questa è in parte anche una grande occasione per me, per imparare e per migliorarmi guardando loro.
Poi ovviamente qualsiasi calciatore penso che voglia giocare più partite possibili e io faccio il massimo in ogni allenamento per mettere in difficoltà il mister la domenica quando deve scegliere chi mandare in campo. Ma penso che il fatto che ci siano tanti centrocampisti forti alla Roma comunque sia un bene per la società, per il mister e per la squadra".
C'è un aspetto in particolare nel quale ti senti migliorato dall'arrivo del mister?
"In tanti aspetti: sul piano fisico, sulla fase difensiva e a livello tattico, perché ovviamente più mister hai, più conoscenze ti mettono in testa, più le assorbi e più sicuramente diventi un giocatore migliore. Io cerco di recepire al meglio le richieste dell'allenatore, di capire al meglio cosa chiede e cerco di riproporlo in campo".
Se potessi rubare una caratteristica a Cristante, una a El Aynaoui e una a Kone, che cosa ruberesti a ciascuno di loro?
"Sono tre giocatori diversi tra loro. Penso che Manu si contraddistingua per la sua forza fisica, magari è il suo punto di maggiore forza. Bryan è un calciatore intelligentissimo, gioca alla Roma da un sacco di anni, e ancora prima giocava all'Atalanta, ha fatto una carriera bellissima e ogni anno si riconfermava. E anche Neil è un grandissimo giocatore: fa le due fasi con un'intensità pazzesca. Sono tre calciatori veramente tanto forti".
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