
Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Dalla partita con il Bologna, ha avuto conferme di quelli che sono i pregi e i difetti del mercato? E ci sono urgenze da risolvere negli ultimi giorni di mercato?
“Devo dire che la cosa più importante è stata la risposta dei giocatori, della squadra, di come devo dire sono stati partecipi in questi due mesi, mi hanno sempre seguito, ci credono, di come si sono presentati alla prima di campionato, al di là della prestazione, che è tutto migliorabile, ma con grande spirito. E questo fa sicuramente onore a tutti i ragazzi, questa è la base di partenza. Poi, è chiaro, è la prima di campionato, abbiamo vinto contro un avversario ostico, difficile, ma ora dobbiamo dare seguito, a cominciare da domani, partita molto insidiosa come tutte in Serie A. Troviamo una squadra, una piazza, che torna nel massimo campionato dopo tanti anni, con tanto entusiasmo, tanta voglia di fare, domani è un’altra bella partita. Le indicazioni sulla squadra, di partita ce ne saranno sempre nuove e obiettivi da raggiungere”.
Sul mercato vuole dire qualcosa?
“Il mercato sarà a posto così lunedì sera, alle 20, lì sarà definitivo, almeno fino a gennaio”.
Oggi è arrivato Ziolkowski, il settimo acquisto della Roma. Cosa si aspetta da questo giocatore? E quante pedine servono ancora per essere più forti?
“Questo acquisto è un acquisto che ha visto Massara e io mi fido delle sue intuizioni di mercato perché il suo mestiere durante l’anno è di vedere molti giocatori in giro. È nei profili di quelli richiesti. È giovane, ha fatto esperienze. Io l’ho visto solo in video, ma è parziale il mio giudizio. E, comunque, è un profilo giusto da mettere dietro a Mancini, da dargli i dovuti spazi man mano che ci saranno e troverà per capire la sua evoluzione futura, magari diventando un giocatore di alto livello, come sta dimostrando in questi inizi della sua carriera”.
Quindi è completamento o rafforzamento?
“Questo è completamento, ma un completamento bello, giusto, nei termini fissati. Ho sempre pensato che la squadra per essere sostenibile, anche nei termini economici, che dovrebbero riguardarmi meno, invece mi riguardano tanto, sono quelli di avere un gruppo omogeneo, forte, il più possibile, solido il più possibile, competitivo il più possibile. E per non caricarti di contratti, vanno bene i giocatori giovani, con questi profili. Magari anche di più. E se qualcuno un domani entra a far parte dell’altro gruppo è un bel successo, permette anche eventualmente alla società di non guardare sempre profili top, con dei costi così elevati, come ci sono ormai nel mercato. Ma di crearsi e di portare avanti dei profili, magari non per spendere meno, perché ne compri di più, invece che uno a cifre alta. È una filosofia. Questo ti consente di essere sostenibile e di crescerti dei giocatori, è anche bello. Però la base devi averla, sennò fai fatica anche a crescere i ragazzi dietro. E te lo dicono i ragazzi stessi con le prestazioni. Da come giocano, ti dicono se sono pronti subito o fra un mese, sei mesi, lo vedi in base alla prestazione in allenamento o nell’impatto con le gare. Questo è sempre quello che ho portato avanti”.
A proposito di completamento, è soddisfatto del reparto offensivo? È a suo avviso un reparto in grado di competere in tutte le competizioni?
“Non metterei obiettivi, al momento. L’obiettivo è di mettere su una squadra competitiva. Non possiamo parlare neanche oggi perché mancano alcuni giorni alla fine del mercato. Oggi la nostra concentrazione è tutto sulla partita di domani. Una partita di Serie A, in un ambiente particolare, dove troveremo una squadra disposta a fare di tutto. Ha fatto un buon risultato alla prima giornata in un campo difficile come quello di Bergamo, questi sono gli ingredienti su cui possiamo parlare”.
Sul reparto offensivo, quali saranno i giocatori su cui conterà?
“Domani il nostro reparto sarà formato da Ferguson, da Dovbyk, da Dybala, da El Shaarawy, Baldanzi e Soulé. In più sarà aggregato questo ragazzo della Primavera, Arena. In allenamento mi ha incuriosito. Visto che abbiamo spazio nella nostra panchina, viene con noi e iniziamo a conoscerlo. Questo è il nostro attacco domani. Da questo dobbiamo tirar fuori quanto necessario per vincere la partita con il Pisa, possibilmente”.
Alla fine Sancho che risposta ha dato? Sì o no?
“Se hai il numero, chiamalo (ride, ndr). Sapete tutto, avete scritto tutto e di più. Non so in questi giorni i margini che ci saranno. Comunque, non bisogna pregare nessuno. Sancho o altri giocatori che devono venire. È sicuramente una possibilità perché sono giocatori bravi, che possono dare un valore aggiunto, ma è una grande opportunità anche per loro, enorme. Se entrano in questo tipo di pensiero, le cose si sposano, altrimenti non puoi mettere insieme due mentalità così opposte. Se lo capisce, ha senso, se non lo capisce starà dove è, non è un problema”.
Dybala è una risorsa per la Roma?
“Ho la sensazione che esiste una Roma, poi Dybala è un valore aggiunto, soprattutto quando sta bene e ha una condizione, quando non ha problemi di natura fisica. È indubbiamente un grande giocatore, con un piede straordinario. È un giocatore che dà dei valori aggiunti, non sono tanti quelli che creano un gap così importante. Lui rientra in quella fascia lì, ma nessun giocatore – per quanto importante – non può essere spiazzante per la Roma. La Roma deve avere una sua mentalità, una sua forza a prescindere dalla forza dell’individuo. Poi l’individuo può dare qualcosa di più”.
Volevo chiederle di Dovbyk, che tipo di considerazione c’è sul ragazzo a Trigoria?
“Dovbyk, a parte la sosta iniziale nella preparazione, con me è stato un ragazzo molto positivo, come lo sono stati tutti. Lui si è sempre impegnato moltissimo, ha sempre cercato di svolgere gli allenamenti al meglio. Non ho alcun appunto da fare. Quello che mi aspetto da lui, è che porti tutte le sue energie per un risultato, che dobbiamo cercare di fare, a prescindere se giochi o meno. Ed è tutt’altro che semplice”.
Tatticamente Dybala impone delle attenzioni particolari nella fase di non possesso? È una cosa che la preoccupa o no?
“Non è un problema perché va preso per le sue caratteristiche. Alla fase difensiva partecipano tutti, anche Dybala, non esiste nessun giocatore nel calcio di oggi che non partecipa con la squadra. Altrimenti sei in inferiorità numerica, questo non è possibile. Quanto alle sue caratteristiche, va messo a suo agio dove difficilmente può ricoprire una fascia di 70 metri, ma nelle sue competenze deve essere di aiuto anche alla fase difensiva per la squadra, altrimenti sarebbe un mezzo giocatore. Invece Dybala può essere un grande giocatore, in tutte le fasi. Mi auguro che diventi molto determinante sia per gol segnati, sia per gli assist perché lui le capacità migliori le ha lì, non ci sono difficoltà di inserimento di ruolo, per nessun giocatore. Vanno sposate al meglio le qualità di ognuno per le capacità singole. Quanto a sabato volevo dire una cosa, sabato abbiamo giocato con Hermoso a destra, lui probabilmente non doveva essere nemmeno in ritiro secondo i pensieri iniziali. Questo è un ragazzo – compresi tutti quelli che sono stati qui con me, anche quelli che sono andati via, nessuno escluso – hanno dato una disponibilità straordinaria. Lui il fatto che abbia giocato a destra, non so quante volte gli sia capitato in carriera, ha fatto un’ottima gara. Questa è la dimostrazione di quello che intendo. Poi, è probabilmente un’emergenza? Evidentemente sì. Se devi giocare 38 partite, c’è qualcosa che nella costruzione non hai fatto nel modo migliore, ma questo è quello che intendo. Vorrei che evidenziaste questa disponibilità dei giocatori, perché questa è la base per fare una buona stagione”.
Vorrei parlare dei romani. Pisilli per lei è un centrocampista da due davanti alla difesa o lo vede più avanti? E su Pellegrini, Lorenzo è nel suo progetto tecnico?
“Pisilli è un centrocampista, è duttile, può giocare nei due, può giocare più avanti. Non lo vedo al posto di Ndicka, non lo vedo al posto di Svilar. Sono caratteristiche evidenti, può stare un po’ più basso, un po’ più alto. Comunque, è un centrocampista e come tale va considerato. Pellegrini domani sarà convocato, ha finito la sua fase di riabilitazione, si è allenato questa settimana con la squadra. Di lui ho già detto, la difficoltà quale è? Devono trovare un accordo e se devo prendermi un merito, hanno fatto dei colloqui insieme. Dopo di che, io considero Pellegrini un ragazzo maturo, attaccato alla Roma, un ragazzo che è disponibile per la sua carriera a fare altre scelte. Questa è la situazione. Però è un bel ragazzo Pellegrini ed è attaccatissimo alla Roma. Ha voglia di giocare, di fare la sua carriera, di raggiungere i suoi traguardi, di avere le sue motivazioni. Ha questo contratto capestro, su questa base probabilmente è pieno il mondo di queste storie. Se troverà la collocazione migliore per lui saremo tutti felici. Io gli auguro veramente il meglio, se dovesse andare via. Il problema è che mancano tre giorni, ma disponibilità della società e del giocatore mi sembrano totali. Se dovesse restare? In caso ne parliamo il 2 settembre. Sono trattative tra di loro. Io l’avrei evitata questa storia, però apprezzo uno e apprezzo l’altro. Stop. Che se la risolvano”.
Cosa si aspetta dalla gara di Pisa? E Gilardino ha detto che lei è un allenatore che mette in difficoltà tutti quanti. Si sente di rispondere qualcosa?
“Mi piace lei perché mi fa sempre la domanda sulla partita… (ride, ndr). Anche dell’Europa League, non ve ne frega niente? C’è stato un sorteggio poco fa… Quanto a Gila, è un giocatore che a me ha dato tanto, mi ha risolto un sacco di difficoltà. È stato un campione del mondo, i campioni del mondo li ringrazio sempre per le emozioni che ci hanno fatto vivere. È stato un mio giocatore al Genoa, straordinario, dove ha fatto circa 15 gol. È un ragazzo splendido, straordinario, con lui ho un bellissimo rapporto. Ha fatto molto bene da allenatore, di solito i centravanti non sono proprio quelli che fanno la carriera da allenatore, lui ha fatto benissimo ovunque. A Genova ha vinto un campionato subentrando, ha riportato il Genoa in Serie A, ha fatto sicuramente bene in Serie A. Ho visto il suo Pisa a Bergamo, ha sicuramente la sua identità. Dopo essere stato un grande giocatore, farà una grande carriera anche da allenatore”.
Il centrocampo è un reparto a posto numericamente?
“Adesso ci sono delle priorità. Questa è una squadra che si sta cercando di costruire. Come abbiamo detto l’altra volta, sono usciti tanti giocatori numericamente. È vero che ci sono stati 7 acquisti, ma ci sono state anche dieci uscite, quindi è quasi mezza squadra che si riforma, che si riprepara. 10 giocatori su 21-22 di movimento, è mezza squadra. C’è questo rimpasto, che ha bisogno anche un po’ di tempo, ma il tempo non me lo prendo mai come alibi. So che nel calcio non esiste tempo, non è che puoi dire le cose le fai tra un altro anno, tra due anni, quello che puoi fare un altro anno non è detto che sia di più di quanto potresti fare adesso, quello che bisogna fare bisogna farlo subito. Chiaramente quello che si può fare. Non c’è più tempo da perdere”.
Lei ha avuto la percezione da dentro che la Roma fosse un po’ in ritardo sul mercato?
“Io devo rispondere delle mie dichiarazioni, non su quello che si dice. La gente deve leggere i miei virgolettati, punto. Giustamente c’è tutto un mondo che interpreta, che fa, che dice, ma quelle che dovete far riferimento a me sono solo le cose virgolettate e dette. Siccome non ne dico poche, ce ne avete già, non c’è bisogno di inventarne altre”.
Una sua opinione sulle avversarie di Europa League?
“Bello tosto, è un girone da battagliare da subito. In casa Lille e Stoccarda sono due ottime squadre, tra le migliori dell’Europa League. Il Midtjylland l’ho incontrato e una volta ho fatto anche fatica a batterlo in casa, se non fosse stato per un gol di Romero. E in trasferta sono tutte belle partite, le due a Glasgow, a Nizza, in casa del Panathinaikos, tutti belli ambienti. Ce la dobbiamo sudare da subito, partita per partita. Se si può meglio arrivare tra le prime 8, altrimenti l’importante è arrivare tra le prime 24. L’anno scorso il PSG era quasi fuori, così come il Real Madrid. Questa formula è particolare, ce la dobbiamo sudare. È una formula strana, puoi avere delle partite più vantaggiose o meno, poi lo scoprirai in campo. Non è pari per tutti e questo alimenta la parte aleatoria della classifica, noi dobbiamo star dentro quello sì. Non mi strappo i capelli se non arrivo a ottavo, ovviamente se ci riescono sono contento, ma dobbiamo star dentro. Le vere competizioni iniziano a marzo, lì partono e diventano decisive, ma per me è un obiettivo stare dentro”.