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    Mourinho: "Il pareggio non mi dice niente, dobbiamo rischiare tutto”


    Queste sono state le parole di mister Mourinho alla vigilia dell’impegno di Europa League in casa del Servette.

    Dalla sfida dell’Olimpico, il Servette ha raccolto 8 vittorie e un pareggio. Quanto si aspetta un Servette diverso, nella partita di domani?

    “La cosa migliore per il Servette sarebbe mandare in campo domani la seconda squadra e concentrarsi sulla partita di domenica, che è molto importante per loro. Noi abbiamo l’idea di trovare il primo posto, segnando anche qualche gol importante, perché c’è la voglia di vincere il gruppo. 

    So che il Servette in casa parte forte, durante i primi venti, trenta minuti, ma speriamo che abbia un po’ la testa al campionato, perché il terzo posto ormai dovrebbe essere suo, anche se in casa è una squadra da tenere in considerazione”. 

    Da qui in avanti ci sarà bisogno di tutta la rosa. In merito a coloro che finora sono state riserve o hanno dato un po’ di meno: è più facile giocare sulla testa, sulla mentalità? Sotto questo punto di vista, la prova di domani sarà importante perché darà delle risposte anche per il futuro, quando questi calciatori saranno chiamato in causa?

    “Domani non penseremo ai gol da fare, ma a vincere. La partita è già abbastanza difficile di per sé. Se domani ce la faremo e vincerà anche lo Slavia, all’ultima giornata ragioneremo sulla differenza gol e lì potremo rischiare tutto: in casa, davanti al nostro pubblico, con lo Sheriff che sarà già fuori. L’obiettivo è vincere domani.

    Sulla rotazione dei giocatori, ho avuto qualche esperienza: purtroppo, la risposta non è stata quella che mi aspettavo. Ma al di là di Tammy e Kumbulla, ai quali oggi non penso come giocatori ma come ragazzi ai quali voglio bene e che desidero che recuperino, al di là di loro due, la nostra difficoltà è dietro: senza Smalling e senza avere altre opzioni.

    Nelle altre posizioni, dobbiamo per forza fidarci dei calciatori. Ho già avuto una buona conversazione con il gruppo. Siamo tutti importanti, abbiamo due partite fuori casa in tre giorni. Torneremo a Roma venerdì e sabato andremo a Sassuolo: avremo bisogno di tutti. 

    Per questo, domani farò dei cambi, e mi aspetto una risposta positiva e che la gente che va in panchina, e che non è abituata ad andarci, sia motivata e preparata, con il senso di responsabilità di entrare e fare bene. 

    Domani dobbiamo fare tre punti, perché il pareggio non mi dice niente. Non ho paura di arrivare all’ultima partita per vincere e qualificarmi. Domani dobbiamo rischiare tutto per vincere”.

    Ci sono tre giocatori che devono essere trattati in modo particolare: Dybala, Pellegrini e Renato Sanches. Come pensa di impiegarli?

    “Non giocheranno tutti e tre insieme, non cominceranno tutti e tre la partita. Devo fare un po’ di gestione, è importante anche la gara di domenica. La gestione di Renato è ovvia, perché è un ragazzo con questa storia (clinica, ndr). Nell’ultima partita, Lorenzo ha giocato la prima ora dopo tanto tempo. Paulo proveniva dall’Argentina – e non è mai facile - e ha dovuto fare qualcosa come 88 minuti. Devo fare un po’ di gestione con loro.

    Bove deve giocare 90 minuti, deve fare una doppia maratona. Ma dobbiamo avere la forza psicologica: chi gioca, deve dare tutto, perché – ripeto – il pareggio non mi dice niente. Il pareggio ci qualifica, ma se non ci qualifichiamo domani ci riusciremo tra due settimane a Roma. Il problema non è la qualificazione. Non credo che domani perderemo. 

    Dobbiamo rischiare tutto per vincere. Ma allo stesso tempo, dobbiamo pensare ai giocatori ai quali hai pensato tu, e anche noi”.

    Può chiudere il quadro con le condizioni di Mancini? E poi: la partita di Praga l’ha delusa per l’atteggiamento della squadra. Immagino che lei abbia parlato ai giocatori anche di quella partita, come esempio da non ripetere.

    “La partita di Praga è inaccettabile. Ok, il risultato ovviamente non è stato utile. Ma al di là del risultato - qualche volta può succedere un risultato negativo, e la squadra non lo merita – io ho visto la gara dalla tribuna ed è dura… Non c’è stata concentrazione, non c’è stato l’atteggiamento giusto. Tutti noi sappiamo che il derby ha un peso emotivo diverso ed è anche, tra virgolette, colpa vostra (dei giornalisti, ndr) perché già dal lunedì prima iniziate a parlare di derby quando c’è una partita il giovedì da giocare, e magari la gente era stata un po’ logorata dalla responsabilità del derby. 

    Però, è stata una partita orribile, inaccettabile, e abbiamo parlato anche di questo oggi. Ma è il passato, domani è un’altra gara. L’avversario sarà difficile e il campo sarà un disastro: l’agronomo è in vacanza da tre settimane. Ma va bene, andiamo avanti.

    Mancini? Non ne abbiamo un altro. Se domani mi dice che non può giocare. Ma se se la sente, deve giocare, perché non abbiamo alternative. Abbiamo loro tre, e aspettiamo Smalling e Kumbulla. Purtroppo, non ci sarà Cristante, che avrebbe potuto dare una mano lì. Ma andiamo avanti. 

    E speriamo che a gennaio Kumbulla e Smalling tornano e il direttore (Tiago Pinto, ndr) riesce a fare un miracolo di gestione, per far entrare Kristensen e Azmoun in lista. E quanti più saremo, meglio sarà, perché entreremo in una fase decisiva della stagione”.