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    Road to Tirana: 5 momenti chiave della strada che ci ha portato in Finale


    La Roma va a Tirana per cercare di conquistare il secondo titolo europeo della sua storia, a 61 anni dalla Coppa delle Fiere

    La Roma va a Tirana per cercare di conquistare il terzo trofeo internazionale della sua storia, a 61 anni dalla Coppa delle Fiere e a 50 dal Torneo Anglo-Italiano.

    Ripercorriamo le tappe della strada che ci ha condotto fino alla capitale albanese, momento conclusivo di una cavalcata in Conference League caratterizzata soprattutto dai gol di Tammy Abraham e della rivincita sul Bodo/Glimt.


    Comincia il lungo viaggio

    La stagione della Roma inizia con un viaggio sul Mar Nero, a Trebisonda, lo scorso agosto.

    È la prima panchina di José Mourinho con la Roma e l'avversario è il Trabzonspor, che a fine stagione si laureerà campione di Turchia.

    I giallorossi hanno la meglio sui padroni di casa, imponendosi per 2-1 alla Medical Park Arena, grazie alle reti di Lorenzo Pellegrini e dell’esordiente Eldor Shomurodov.

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    La roboante vittoria per 3-0 allo Stadio Olimpico, con Zaniolo che torna al gol dopo oltre un anno lasciandosi alle spalle i problemi fisici, manda la Roma alla fase a gironi della Conference League. È solo la prima tappa di una cavalcata che vedrà i Giallorossi approdare alla finale.

    “Spero che stasera sia l’inizio di un nuovo capitolo”, afferma un sorridente Nicolò dopo la gara. Da quel momento, lui e la squadra non si sarebbero più fermati.


    Evitare i playoff

    La Roma vince le prime due partite del Gruppo C prima che una sconfitta – ci torneremo tra qualche istante – e un pareggio contro il Bodo/Glimt lascino la Roma seconda nel girone a un punto dai norvegesi, con due partite da giocare.

    Alla quinta giornata, entrambe le squadre conquistano i tre punti: la Roma ne segna quattro allo Zorya, mentre il Bodo ha la meglio sul CSKA Sofia. L’ultimo turno della fase a gironi inizia con il Bodo a 11 punti e la Roma seconda a quota 10.

    Mentre la seconda classificata sarà costretta a disputare i playoff contro una delle “retrocesse” dall’Europa League, il primo posto del girone garantisce l’accesso alla fase a eliminazione diretta.

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    Alla vigilia della gara di Sofia, Mourinho spiega che sarebbe “un sogno” vincere la prima edizione del torneo e sottolinea l’importanza di evitare i playoff contro una delle squadre provenienti dall’Europa League.

    “Nel 2004 sognavo di vincere la Champions League - sottolinea - e ora sogno di vincere la Conference League…vincere la prima edizione sarebbe qualcosa di storico”.

    La vittoria per 3-2 in Bulgaria e il contemporaneo pareggio del Bodo contro lo Zorya Lugansk, in una situazione completamente diversa da quella odierna, vede la Roma conquistare la vetta del girone, per la soddisfazione del suo allenatore.

    “Per noi era davvero importante”, dice Mourinho, facendo riferimento alla qualificazione alla fase a eliminazione diretta: “Giocare due gare di playoff a febbraio era qualcosa di cui avremmo davvero fatto volentieri a meno”.


    La rivincita sul Bodo/Glimt

    Titoli piuttosto allegri e compiaciuti avevano parlato dell’"imbarazzante umiliazione” subita dalla Roma nella sconfitta per 6-1 sul campo del Bodo/Glimt alla terza giornata del Gruppo C.

    La sconfitta aveva coinciso con una serie di cambi di formazione operati da Mourinho, che cercava di trovare equilibrio nelle rotazioni. L’impegno europeo seguiva infatti la trasferta di Torino contro la Juventus e precedeva la gara interna contro il Napoli, allora in rampa di lancio, che avrebbe successivamente perso i primi punti della stagione proprio nella gara dell’Olimpico.

    Dopo il pareggio per 2-2 contro il Bodo nella gara di ritorno, sembrava che fosse già scritto che la Roma avrebbe ritrovato i norvegesi, che erano riusciti a eliminare in un difficile doppio confronto nei playoff il Celtic Glasgow, futuri campione di Scozia, ai quarti di finale.

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    La turbolenta sconfitta per 2-1 all’andata sembra spingere la Roma sull’orlo dell’eliminazione. Ma nella gara di ritorno l’Olimpico si trasforma in un catino bollente, animato da una tifoseria pronta a sostenere la squadra per 90 minuti.

    La Curva Sud si colora con lo stemma della squadra e l’Olimpico è una voce sola. I giocatori della Roma rispondono travolgendo il Bodo per 4-0, con una tripletta di Zaniolo e la rete di Tammy Abraham.

    L’incubo norvegese è finito e la squadra fa registrare probabilmente la migliore prestazione dell’era Mourinho.


    L’effetto Tammy e il fortino Olimpico

    L’affidabilità dell’Olimpico in Europa è comprovata. Nella sei gare interne disputate in questa Conference League, la Roma ne ha vinte quattro e pareggiate due.

    Ma la striscia di risultati positivi nelle gare interne europee si estende oltre la stagione attuale. Dalla ultima sconfitta interna in competizioni UEFA, la Roma ha ottenuto 19 risultati positivi: 13 vittorie e 6 pareggi.

    Se i risultati in casa sono stati l’ossatura della cavalcata europea della Roma, le prestazioni di Tammy Abraham davanti alla porta hanno spinto i giallorossi verso la finale.

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    In 13 presenze in questa Conference League, Abraham ha messo a segno nove reti, sei delle quali all’Olimpico, delle quali una nella fase preliminare.

    Arrivato dall’Inghilterra la scorsa estate, Tammy trova l'occasione giusta per mettere in mostra tutte le proprie qualità: in semifinale contro il Leicester City. “Questa è la partita per dimostrare quello che ho imparato in Italia”, avverte prima di tornare in terra inglese.

    Anche se in casa del Leicester non segna, la prestazione di Abraham nell’1-1 finale evidenzia il suo grande spirito di sacrificio. Una settimana dopo, il bomber torna a essere decisivo. “Tammy tre punti” segna infatti l’unico gol della partita, grazie al quale la Roma strappa il biglietto per la finale di Tirana.


    I nuovi giovani

    Le otto reti di Tammy lo piazzano al secondo posto nella classifica marcatori della competizione, con tre reti di vantaggio sul terzo e a una rete di distanza dall’attaccante di Feyenoord, Cyriel Dessers.

    Per il giocatore londinese è un grande score. Per la Roma, il raggiungimento della finale riflette il grande impatto avuto dai nuovi acquisti giunti in estate e a gennaio, così come le ottime prestazioni fatte registrare da chi in squadra c’era già, come Pellegrini e Zaniolo.

    Tra i nuovi arrivi che hanno avuto un impatto importante sulla stagione europea della Roma c’è sicuramente Rui Patricio. L’estremo difensore portoghese ha mantenuto la porta inviolata in cinque occasioni, più di ogni altro portiere della competizione. Le sue parate nella vittoria per 1-0 di Vitesse, agli ottavi di finali, hanno contribuito a mantenere la Roma in corsa nella competizione.

    Sergio Oliveria è stato l’autore del gol decisivo in Olanda, nella stessa partita in cui il portoghese viene espulso per doppia ammonizione, lasciando il segno al suo esordio europeo. La rete al Vitesse fa seguito ai gol realizzati qualche settimana prima nelle prime due presenze con la maglia della Roma.

    Ci sono altri giovani che hanno colto l’opportunità di mettersi in mostra in Europa. Tra loro c'è Nicola Zalewski, autore di assist nella fase a eliminazione diretta sia contro il Bodo sia contro il Leicester.

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    E poi c’è Mourinho, che si trova nuovamente a un passo dalla Storia, a meno di un anno dal suo arrivo a Roma. Le sue vittorie in Europa, con due Champions League conquistate, una Coppa UEFA e un’Europa League, hanno sicuramente spronato i suoi giocatori, che vedono vicino il possibile trionfo europeo.

    “Ci ha insegnato a non arrenderci mai, a restare concentrati, a rimanere uniti per potare a casa il risultato”, spiega Zaniolo. “Vogliamo vincere qualcosa con lui”.

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