Ecco cosa ha detto il nostro coach.
Mister, obiettivo raggiunto: per usare le sue parole, un double che è storia.
"Sì, è storia. Ce l'abbiamo fatta. Era qualcosa che forse nemmeno nei finali più rosei potevamo immaginare a inizio stagione. Come avevo già detto dopo la fine del campionato, è un percorso incredibile, di crescita, durante il quale questa squadra ha imparato a soffrire. Oggi tutta quella roba che abbiamo vissuto durante l'anno - a volte anche attraverso delle delusioni grosse - come le finali perse, ce la siamo ritrovata, ci è servita per guadagnarci una partita difficile, sporca, contro una squadra che ci ha messo in grande difficoltà questa volta.
Abbiamo ribaltato i ruoli di inizio anno, faticando, subendo in alcuni frangenti, e trovando poi il gol con l'inserimento di una centrocampista da una situzione laterale. Sono tutte quelle caratteristiche sulle quali lavoriamo costantemente giorno dopo giorno. Questa per un allenatore è la soddisfazione più grande".
Ha qualche dedica da fare, visto che siamo a fine stagione con due trofei in tasca?
"La dedica va sempre alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei figli, e agli amici che sono venuti da Padova a vederci soffrire e poi vincere. E poi una dedica speciale la faccio a un mio amico ed ex compagno Marios Oikonomou che è ricoverato in ospedale e sta lottando per sopravvivere: gli auguro di riprendersi e di stare meglio. È gente con cui ha vissuto certe sensazioni in campo e dispiace da morire".
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