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    Mourinho: "Il Venezia ha delle potenzialità, per noi sarà difficile"


    Le parole dell’allenatore in conferenza stampa alla vigilia della trasferta con il Venezia

    Alla vigilia del prossimo appuntamento di campionato, che vedrà la Roma impegnata domenica a Venezia, mister Mourinho ha incontrato i giornalisti.

    Queste sono le parole dell’allenatore in conferenza stampa.

    Ci conferma che Pellegrini ci sarà con il Venezia e che invece non ci sarà Calafiori?

    “Voi sapete tutto, perché chiedete? Calafiori è infortunato e Pellegrini si è allenato. Voi sapete tutto”.

    È soddisfatto per il gioco espresso dalla Roma? E relativamente a questo, gli attaccanti lavorano molto ma trovano poco il gol: qual è il suo giudizio?

    “Se si fa un paragone tra i gol segnati e il numero di occasioni create, c’è una contraddizione. Ci sono delle squadre che giocano molto di meno, creando pochissimo: un’opportunità, un gol; tre opportunità, due gol. Noi, in questo momento, stiamo faticando non nella costruzione delle situazioni, ma nel tradurle in gol. Questo è vero.

    Però, sarebbe più preoccupante se non creassimo nulla, se non fossimo in grado di dominare le partite. In qualche match, le cose andranno diversamente e, se finalizzeremo tutto quello che costruiremo, magari un giorno avremo un risultato davvero pieno. Servono un po’ di pazienza e di tranquillità”.

    Lei parla spesso degli allenatori giovani: qual è il suo giudizio su Zanetti del Venezia e quali insidie può nascondere la partita di domani?

    “Non lo conosco personalmente, abbiamo giocato contro tanti anni fa, però io da allenatore e lui da calciatore. Posso analizzare quello che fa la squadra, e in questo senso dico che il Venezia gioca bene, che vuole giocare, che ha dei principi, che vuole costruire, che è pericolosa in attacco, ha un gioco diretto e va in contropiede. È una squadra con delle potenzialità. Sarà sicuramente una gara difficile per noi”.

    Considerando l’assenza di Calafiori, come pensa di riorganizzare la difesa? Le è piaciuto Cristante difensore centrale? O è il turno di Kumbulla?

    “Abbiamo queste tre opzioni: Cristante, Kumbulla e Ibanez. Mancini giocherà sicuramente. Ovviamente, Ibanez può fare il centrale. Non ci sono Vina e Calafiori, ma magari decido di schierare Ibanez in mezzo e Tripi a sinistra, che non è nemmeno lui un terzino sinistro, però ha cultura tattica ed è abituato a lavorare con noi e a giocare con noi da terzino sinistro dalle partite di precampionato.

    Quanto a Cristante, sì, sono contento di lui. Ci ha dato in partita quello di cui noi avevamo bisogno. È bravo in fase di costruzione, e per un centrocampista questo è anche più facile, perché ha più tempo e più spazio. Ha fatto tanti cambi di gioco e non ha avuto alcun tipo di problema, anche se è stata una partita (con il Bodo, ndr) nella quale noi non abbiamo avuto problemi difensivi.

    Però le opzioni sono queste. Per le squadre che hanno delle rose con due calciatori bravi in ogni posizione, è facile: se non gioca il calciatore A, gioca il calciatore B. In una rosa come la nostra, quando ci sono questi problemi, bisogna adattarsi. Occorre schierare un giocatore in una posizione non sua, facendo po’ do il lavoro di completare un puzzle. Ma anche senza tre terzini sinistri - tre, c’è anche Spinazzola – sono fiducioso di poter trovare un modo equilibrato di costruire la squadra domani”.

    Con il Venezia avrete più facilità nel trovare la profondità? E può essere la partita di Abraham, per caratteristiche?

    “Non so se sarà più facile trovare la profondità. Loro sono una squadra equilibrata, dove è difficile trovare punti deboli e che per me si salverà senza problemi. Non è una questione di Tammy o non Tammy: siamo tutti noi. Gli unici tre giocatori ad aver segnato un numero di gol appropriato in relazione alla propria posizione e al proprio gioco sono Ibanez, che come difensore ha fatto i suoi gol, Pellegrini, che come centrocampista ha fatto i suoi gol, ed El Shararawy, che senza giocare sempre da titolare ha fatto qualche gol in campionato e qualche altro in Conference League.

    Gli altri sono tutti giocatori che hanno potenziale, capacità e anche gioco, perché a volte non c’è gioco, e se non c’è gioco non c’è la possibilità di segnare e le possibilità di segnare ci sono in ogni partita. Arriverà il momento. Per me, Tammy è lo stesso calciatore che è arrivato, che ha fatto molto bene nelle prime cinque, sei, sette partite, e tornerà a segnare. Questo non è un problema”.

    Villar e Borya Mayoral le hanno dato le risposte che lei si aspettava? Potrebbero tornare utili per dare respiro ai giocatori che sono apparsi più stanchi?

    “Mi sono piaciuti entrambi. Borja ha fatto due grandi assist, uno per il gol e un altro per un quasi-gol. Ha fornito movimento, qualità… Non ha avuto tanto tempo, ma è entrato bene in partita e ha aiutato la squadra a cambiare la dinamica offensiva e a pareggiare e quasi a trovare il gol della vittoria.

    Quanto a Gonzalo: come sempre. Mi piace con la palla, non mi piace senza palla. E senza palla deve migliorare. Sta facendo uno sforzo in questa direzione. In occasione del secondo gol del Bodo, però, si è visto che senza palla fa un po’ di fatica in certe situazioni di gioco. Ma quando ha la palla, la squadra nel secondo tempo ha fatto meglio. Lui ha qualità, e gli piace ‘dinamizzare’ il gioco offensivo. Nella ripresa, con lui e Veretout la squadra ha creato ancora di più”.