masetti
"Un vero portiere non è un tipo normale. Ho conosciuto Masetti ed è più matto di un cavallo da corsa. È il portiere che fa per noi" Herbert Burgess

“C’è Masetti ch’è primo portiere”, cantavano a Testaccio nel 1931 e Guido, a dire il vero, sembra esserci sempre stato e sembra continuare ad esserci. C’era il giorno del 5-0 rifilato alla Juventus, c’era quando da capitano ricevette in nome della Roma la Coppa dello scudetto 1942, e ha continuato ad esserci, come allenatore, quando cercò disperatamente di salvare la Roma nel 1951, battendo il Milan Campione d’Italia di Liedholm. Ha continuato a rimanere al suo posto, a difesa dei colori giallorossi, quando negli anni sessanta allenava le giovanili e Giorgio Rossi sedeva accanto a lui, c’era quando si fermava a dare consigli a un giovane Cudicini (“Tieni le mani morbide Fabio, mai in tensione”) o quando la Roma volò in Australia per la sua prima tournee agli antipodi. Era al fianco di Francesco Rocca, a bordo campo dell’Olimpico, quando Kawasaki abbandonò il calcio giocato. Era sugli spalti di Marassi quando Falcao e compagni conquistarono il secondo scudetto.

Masetti è stato ed è la Roma, in un senso profondo che riposa nell’anima di questa squadra. Faceva del senso della posizione la sua arma invincibile. Masetti non aveva bisogno di tuffi spettacolari era già sul pallone prima che questo arrivasse. E prima ancora della nascita della “Magica Roma” degli anni ’80, la Roma ha avuto un portiere “magico”, che arrivava ovunque e che aveva due mani enormi che catturavano ogni pallone. Vittorio Pozzo gli ha sempre preferito altri portieri che, come Combi, erano inseriti all’interno di blocchi provenienti da un’unica società, ma Masetti è rimasto sempre nell’ambito della Nazionale partecipando a ben due spedizioni iridate, Roma 1934 e Parigi 1938. Il suo capolavoro più grande, però, rimane lo scudetto del 1942, con un canto del cigno superbo che lo vide quasi sempre tra i migliori in campo. Per i colori giallorossi ha fatto qualsiasi sacrificio, arrivando a giocare un derby (quello del 18 ottobre 1936) con una spalla lussata. Bernardini gli disse: “Meglio tu con una mano sola che chiunque altro”. E la Roma vinse 3-1.  Personaggio di una  grande ironia, amante degli scherzi (ne ideava e realizzava continuamente), Masetti era però un sentimentale del calcio e oggi questa notizia lo avrebbe riempito di gioia perché lo avrebbe riportato ai giorni più belli della sua vita, quelli trascorsi in maglia giallorossa.  E allora benvenuto nella Hall of fame della Roma a Guido Masetti, grande tra i grandi, campione dei campioni.

“In questo momento mi sembra naturale partire da una riflessione che mio padre Guido fece in un’intervista. Disse così: ‘Grazie all'affetto dei tifosi, è stato per me il maggior conforto in tutta la mia carriera. Esso mi ha sostenuto sempre e mi ha spronato a lottare per la grandezza della mia squadra, la Roma’. Ed è grazie anche alla lodevole iniziativa dell'AS Roma, la Hall of Fame, che con queste parole il nome di mio padre Guido Masetti - "La Leggenda" dell'era di Campo Testaccio, portiere  tra  i più grandi nella storia della Roma e capitano del primo scudetto del 1942 - figurerà tra i campioni che non saranno mai dimenticati. Grazie Roma”. Cabiria Masetti, figlia di Guido Masetti
CompetizionePresenzeGol subiti
Serie A338351
Coppa Italia1921
Coppe europee718
Supercoppa00
Totale364390
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