Conti
"Da un Campione del mondo di calcio a un campione del mondo di tutto"
 
Daniele De Rossi

Sembra incredibile ma Bruno Conti fu più volte scartato in provini sostenuti per società professionistiche. Prima di divenire una delle stelle di prima grandezza del calcio mondiale – tanto da far dire al mitico Sir Bobby Charlton “se fossi un CT di una qualunque nazionale del mondo vorrei con me Bruno Conti”, o prima di essere inserito (assieme a Platini, Boniek, Beckenbauer, Krol, Falcao, Neeskens, Zico e tanti altri campioni) nelle convocazioni per la rappresentativa europea che il 7 agosto 1982 affrontò a New York il resto del mondo, il calcio sembrava non volerlo.

Anche la Roma, per volontà di Helenio Herrera, inizialmente non volle tesserare il ragazzo. Il leggendario tecnico, pur riconoscendone la classe cristallina, puntava il dito contro una struttura fisica che a suo avviso non gli avrebbe consentito di fare strada nel calcio professionistico. Persino i Beatles, del resto, vennero scartati in molti provini discografici. A riparare alla colossale svista su Bruno Conti non fu George Martin, ma Tonino Trebiciani, che lo vide all’opera in un “torneo fra i Bar” e decise che uno così non poteva non vestirsi di giallorosso. La trafila romanista vede il talento di Nettuno muovere i primi passi in prima squadra con Manlio Scopigno, ma è Nils Liedholm, quando lo vede in una partita della De Martino, a chiedere a Trebiciani di mandargli quell’ala sgusciante al Tre Fontane. E’ l’inizio di un viaggio infinito per un campione che con Liedholm non finisce mai di migliorare e affinare il suo enorme repertorio.

Col passare degli anni, Conti continua a sorprendere per i progressi compiuti. Nel dicembre del 1980, dopo la gara con il Perugia, Fulvio Bernardini appare folgorato da tanta bravura e scrive: “Un allungo in verticale, mi pare di Spinosi, trovava Bruno in velocità e qui il giallorosso eseguiva il numero difficile, come al circo equestre quando un atleta coraggioso cammina in alto sul filo metallico e sotto non c’è la rete di protezione, mancava solo il rullo dei tamburi. Alzava la palla a misura di uomo veniva strattonato ma non cedeva e proseguiva a testa alta, poi alzava sopra la testa del portiere Malizia e per l’accorrente Scarnecchia che così ha segnato il suo secondo gol stagionale”. È soprattutto lui a schiudere all’Italia le porte del titolo mondiale 1982, Bruno Conti: una leggenda, un immortale del calcio.

“Quando mi è stata data la notizia mi sono sentito orgoglioso. Nei miei anni alla Roma ci sono stati momenti belli e meno belli: lo Scudetto, la Coppa dei Campioni persa ai rigori. Ho sempre cercato di far divertire questo pubblico stupendo, come facevamo con il calcio di Nils Liedholm. La grande soddisfazione deriva dall’essere stato scelto come migliore ala destra e per questo ringrazio la commissione e i tifosi, che hanno scelto me tra tanti grandi giocatori. Credo siano stati premiati gli anni trascorsi alla Roma, ma anche un giocatore che faceva divertire. Leggo i nomi di chi è stato eletto ed è evidente che tutti hanno dato qualcosa di importante. Sono orgoglioso e contento”. Bruno Conti
CompetizionePresenzeGol segnati
Serie A30437
Coppa Italia647
Coppe europee343
Supercoppa00
Totale40247
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