Storia
17 luglio 1927, 90 anni fa la nostra prima vittoria
By Massimo Izzi, 17 lug 2017

Roma-Ute, una festa di sport

La partita di domenica 17 luglio 1927 contro gli ungheresi dell’Ujpest TE, presentati dalla stampa italiana come UTE, fu la prima disputata dalla Prima Squadra della Roma e costituì un autentico evento. Tanto che a sostegno del piatto forte fu allestito un piano di rafforzamento del trasporto pubblico per raggiungere il Motovelodromo Appio (annunciato il 14 luglio dal Messaggero con un soddisfatto “si sono ottenuti specialissimi mezzi di trasporto”), con il corollario di una seconda partita di calcio (la finale del campionato di Seconda Divisione tra Terni e Savoia) e tre gare di atletica leggera. Non gare qualsiasi, perché a cimentarsi furono anche alcuni dei 38 tesserati - quasi tutti provenienti dal vecchio Pro Roma - della sezione atletica dell’allora giovanissima Associazione Sportiva Roma, fondata per competere inizialmente in tre discipline: calcio, ciclismo e, appunto, atletica leggera.

Il primo undici giallorosso a scendere in campo era stato il giorno prima quello delle riserve, la cosiddetta Squadra ‘B’, uscita con un pareggio per 2-2 dal confronto con una mista titolari-riserve dell’UTE con i gol di Angelo Bianchi su rigore (a tutti gli effetti il primo mai segnato da un calciatore giallorosso) e Giulio Scardola su azione personale.

Le maglie…

La gara di debutto della nuova AS Roma era un evento già in grado di attirare un pubblico che Il Messaggero valuterà come “numerosissimo” e L’Impero descriverà come una “grande folla”. Tuttavia l’organizzazione fu segnata da tempi strettissimi. Dalla nascita del Club erano passati appena 40 giorni e non c’era stato il tempo materiale per mettere a disposizione della squadra le nuove casacche. A settembre, come meticolosamente inventariato da una relazione di Piero Crostarosa conservata a Trigoria e datata 28 marzo 1928, ogni calciatore della prima squadra avrebbe avuto un corredo completo: “maglia giallo-rosso, maglia bianca, maglia d’allenamento, scarpe, calzettoni”, rigorosamente riposte in un “cassetto a chiave situato in un apposito armadio sotto la sorveglianza unica del magazziniere”, vale a dire il mitico Zi’ Checco, al secolo Francesco Martucci, nato a Roma il 16 gennaio 1862. Ma con l’arrivo dell’UTE, già annunciato dai giornali nella prima metà di luglio, non c’erano stati i tempi tecnici per sistemare la questione. Con quali maglie scendere in campo? Non era un particolare, perché qui si racchiudeva il senso dell’intera sfida sportiva che la Roma si accingeva a raccogliere.

...ovviamente giallorosse

La maglia non è involucro, è sostanza: è la bandiera indossata, il punto fermo da cui partire e l’approdo di ogni sforzo. I colori scelti erano il frutto della decisione, difesa con intransigenza da Italo Foschi, di adottare quelli del gonfalone di Roma, il rosso e il giallo. Per Foschi Roma non aveva bisogno di una nuova squadra di calcio, aveva bisogno della ‘sua’ squadra di calcio, e scendere in campo sotto altri colori e con altro nome non avrebbe avuto senso. D’altra parte Alberto Marchesi, che fu tesserato della Roma dopo essere stato calciatore dei Boys del Roman, fu autore di un formidabile racconto da testimone oculare del giorno in cui nacque l’AS Roma nel quadro di una celebrazione per i 50 anni del Club pubblicata a pagina 7 del Corriere dello Sport di mercoledì 8 giugno 1977. Prima di tirare le conclusioni - "Così la Roma era nata il 7 giugno del 1927, a tarda ora. Diciamo un parto difficile" - Marchesi raccontava: "Quella sera io ero nella sede sociale del Roman FC in Via Uffici del Vicario (inaugurata dal Roman nella serata del 24 novembre 1926, ndr), intento a una partita a boccetta con 'Ghigo' Liberi che era il terzino sinistro della prima squadra, futuro medico [...]. Ma io quella sera ero distratto. Più che alle palle pensavo a quei signori rinchiusi in un'altra stanza. Sapevo che stava per nascere la Roma e mi preoccupavo soprattutto di un particolare, a mio giudizio estremamente importante. Quali colori avrebbe avuto la maglia della nuova società? Quelli biancoverdi dell'Alba, quelli rossoblù della Fortitudo, o quelli giallorossi della mia società, il Roman? Confesso che per me sarebbe stato inconcepibile scegliere biancoverde o rossoblù. C'era solo una maglia possibile per l'AS Roma che stava nascendo, quella giallorossa, ed infatti fu così. Me lo disse Italo Foschi quando finalmente la porta si aprì, dandomi un buffetto sulla guancia. Mi voleva bene Italo Foschi e io lo avevo sempre guardato con ammirazione".

Vittoria!

A risolvere la questione, in maniera avventurosa, molto probabilmente fu Giorgio Carpi che mise assieme alcune casacche (a cominciare dalla sua e da quella del fratello Luciano) del Football Club di Roma, rosse con patta gialla a contrasto. Le rare foto Du Bois scattate quel giorno mostrano Luigi Ziroli ed Enrico Cappa che la indossano, all’interno di un quadro composito che vede Pierino Rovida con i calzettoni dell’Alba. Il capitano Attilio Ferraris indosserà quelli della Fortitudo nella gara con l’Attila di Budapest, vinta 1-0 il 24 luglio con un gol di Danilo Sbrana, già sceso in campo il 16 luglio con la Squadra B. Alla soluzione delle maglie segue, dopo i primi 90 minuti, la prima vittoria. Al 35’ è Ziroli che, ricevuta la palla da Caimmi, si sbarazza di Fogl III e mette al centro: Cappa a due passi dalla porta la butta dentro e si consacra alla leggenda. Dopo il pareggio degli ungheresi, al 43’ Rovida, con un colpo di testa smarcante, mette l’ungherese Tomasz Heger in condizioni di marcare il gol-partita. Otto giorni più tardi Heger avrebbe lasciato l’Italia per sempre, ma cogliere l’attimo nella vita è tutto. Quel gol, lo lega a questa maglia per l’eternità, dovunque lo abbia portato il corso della sua vita. E’ lui a dire che Roma–UTE finisce 2-1. Era il 17 luglio 1927. Novant’anni fa, oggi.

I tabellini

Domenica 17 luglio 1927, Motovelodromo Appio

Roma-UTE 2-1 (35' Cappa/R, 39' Szabò/U, 43' Heger/R)

ROMA (2-3-5) - Rapetti; Mattei, Corbyons; Ferraris IV, Degni, Caimmi; Heger, Boros, Rovida, Cappa, Ziroli.

Allenatori: Jozsef Ging e Pietro Piselli

UJPEST TE (2-3-5) - Baxai; Fogl II, Fogl III; Renner, Lutz II, Wilhelm I; Stroch, Wilhelm II, Lutz III, Schaller, Szabò.

Arbitro: De Pità di Roma.

Note: 8 degli 11 romanisti scesi in campo vestiranno la maglia giallorossa in Prima Squadra in competizioni ufficiali (tutti fatta eccezione per Caimmi, Heger e Boros).

Sabato 16 luglio 1927

Roma B-Ute mista 2-2 (rig. Bianchi/R, Scardola/R)

ROMA 'B' (2-3-5) - Ballanti; Canestrelli, Angelo Bianchi; Scocco, Fosso, Zamporlini; Scardola, Iacoponi, Bramante, Sbrana, Sansoni IV.

Note: 6 degli 11 romanisti scesi in campo vestiranno la maglia giallorossa in Prima Squadra in competizioni ufficiali (faranno eccezione Fosso, Iacoponi, Bramante, Sbrana e Sansoni IV).

Dal primo volume della serie di registri societari denominati 'Cronistoria dell'AS Roma', realizzati per gli archivi del Club dal dirigente Vincenzo Biancone probabilmente negli anni '30, le pagine contenenti la trascrizione della partita n.1 della Prima Squadra dell'AS Roma e gli articoli pubblicati dal Corriere dello Sport il 18 luglio (la datazione si riferisce al giorno di scrittura dei pezzi) sulla doppia sfida con l'UTE.

Pierino Rovida, che nella stagione 1927/1928 metterà insieme 28 presenze tra campionato e Coppa CONI, ritratto in azione al Motovelodromo Appio durante Roma-UTE 2-1 del 17 luglio 1927, giocata nell'inconsueto ruolo di centravanti. Rovida, che in totale da romanista disputerà 33 gare ufficiali giocando essenzialmente da mediano, in seguito diventerà impiegato nel Club lavorando con l'ufficio organizzazione.

Enrico Cappa, 7 reti in 24 partite giocate tra campionato e Coppa CONI nella stagione 1927/1928, immortalato durante l'incontro Roma-UTE 2-1 del 17 luglio 1927, gara in cui segna il gol del momentaneo 1-0. Cappa, mezzala sinistra (se fossero già esistiti i numeri di maglia avrebbe indossato la 10 sia in Roma-UTE sia nella gara di debutto in campionato il 25 settembre 1927 contro il Livorno) lascerà la Roma al termine della stagione.

Luigi Ziroli, 26 presenze e 4 reti tra campionato e Coppa CONI nella stagione 1927/1928, sfida un difensore ungherese durante l'incontro Roma-UTE 2-1 del 17 luglio 1927. Ziroli, ala sinistra, metterà a segno il primo gol romanista in competizioni ufficiali sbloccando la gara di debutto in campionato vinta il 25 settembre per 2-0 contro il Livorno (seconda rete di Cesare Augusto Fasanelli).

La Gazzetta dello Sport del 13 luglio 1927 annuncia l'arrivo a Roma dell'UTE per due amichevoli. Dal quotidiano emerge come non fosse chiaro se gli ungheresi avrebbero affrontato una mista Fortitudo-Alba oppure, in almeno una delle due giornate di gara, la "nuova squadra romana, sorta dalla fusione Alba-Fortitudo-Roman".

Il dubbio sollevato dalla Gazzetta dello Sport è sciolto il 14 luglio dal Messaggero. Ad affrontare l'UTE il 16 e il 17 luglio sarà l'AS Roma con due formazioni.

Dal Messaggero del 19 luglio 1927, il resoconto del debutto della Prima Squadra dell'AS Roma.

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