Sergio Santarini

"Se oggi abbiamo vinto lo dobbiamo anche a tutti quelli che hanno iniziato il lavoro con noi tre anni fa. Mi riferisco a Santarini...".

Paulo Roberto Falcao

Irrompe di forza nel calcio italiano il 19 giugno 1967 quando Italo Allodi lo vede disputare un’amichevole nelle file del Venezia nientemeno che contro il Santos, marcando Pelè. Poche settimane e Sergio Santarini viene acquistato dall’Inter. Helenio Herrera lo utilizza come sostituto di Armando Picchi e al termine della sua avventura nerazzurra lo porta con sé nella capitale.

In giallorosso, dopo essere stato utilizzato, nel primo scorcio di campionato 1968/69, in coppia con Giacomo Losi, Santarini, giovanissimo, si ritrova a dirigere la difesa romanista.

Lo farà, con classe, intelligenza e dedizione fino al 1981. Sin dalle sue prime stagioni diviene uno dei punti di riferimento dell’ambiente giallorosso. La sua popolarità è tale che quando nel 1970 Alberto Sordi realizza il film “Il Presidente del Borgorosso Football Club”, gli chiede di partecipare alle riprese per un piccolo cammeo.

Nel 1976 Anzalone sta riflettendo sulla sua possibile cessione, Liedholm reagisce comunicando che in tale caso avrebbe abbandonato a sua volta la guida tecnica.  Capitano di lungo corso della Roma, è sempre in prima fila alla difesa della squadra, nei momenti di gioia (tre coppe Italia e un Torneo Anglo Italiano al suo attivo),  come in quelli difficili. Non sono in pochi a ricordarlo nella drammatica gara con l’Atalanta del 6 maggio 1979, rimanere in campo con la testa fasciata e la maglia intrisa di sangue. Già da giocatore coltiva una visione tecnica del calcio a 360° gradi (è lui, ad esempio, a suggerire l’acquisto di Valerio Spadoni che aveva visto all’opera nel Rimini) e terminata la carriera agonistica (lascia Trigoria regalando una medaglia d’oro a tutti i dipendenti della Società)  ne intraprende una da tecnico passando dai quadri delle giovanili giallorosse, dove guida, nella stagione 1984/85, la Primavera.

La sua passione per Roma e per la Roma, lo porta, nel 1996 ad abbandonare il ruolo di vice Eriksson per diventare il secondo di Carlos Bianchi nella capitale.

Qui entra ben presto in una disputa tecnica con il Mister argentino per difendere il talento di Francesco Totti. Ed è, forse, proprio per un senso di sfida al suo secondo che Bianchi fa scendere in campo il ragazzo di Porta Metronia nel “famoso” torneo Città di Roma contro l’Ajax che influirà in maniera decisiva sul mancato trasferimento di Francesco alla Sampdoria. Uno dei tanti meriti (e non il più piccolo) della carriera giallorossa di Sergio Santarini che entra oggi nell’Olimpo giallorosso della Hall of fame.

“Ora mi torna in mente il ritiro di Brunico. Proposi a mister Liedholm di modificare il nostro sistema di gioco. Accettò immediatamente, aggiungendo con il suo sorriso e il suo modo di fare: ‘Però… mi date una mano?!’. Insieme a lui, e lo dico con sincera umiltà, siamo stati i primi a rivoluzionare il calcio italiano lanciando il modulo a zona. Grandi critiche agli inizi, ma la strada da seguire sarebbe stata quella. Scelgo questo episodio perché la Roma, altrimenti, non sarebbe diventata quello che è diventata”.

Sergio Santarini
Competizione Presenze Gol segnati
Serie A 344 5
Coppa Italia 70 1
Coppe europee 15 0
Supercoppa 0 0
Altre competizioni uff. 2 0
Totale 431 6