Aldair

"Se dovessi scegliere un difensore con cui avrei voluto giocare indicherei Aldair. Saremmo stati una gran bella coppia".

Giacomo Losi

Quando nell’estate del  1997 venne chiesto a Nils Liedholm di redigere l’elenco degli undici migliori calciatori dei primi settant’anni della storia romanista, giunto ai difensori centrali il Barone osservò: “Nella Roma migliore di tutti i tempi come centrali prendo due stranieri: quello falso, Vierchowod, e quello vero: Aldair”.  Come dire che a meno di sette anni dal suo arrivo nella capitale, il fuoriclasse brasiliano, che ancora doveva scrivere i momenti più gloriosi della sua carriera capitolina, era già nell’empireo giallo-rosso, per decisione di un autentico mostro sacro del calcio italiano.

Per anni è stato, con distacco, il più forte difensore centrale del mondo. Per anni, incredibilmente, venne dimenticato dalla Nazionale brasiliana per poi rientrare nel giro della Seleçao nelle circostanze più difficili. Appena rientrato da un infortunio ai legamenti crociati del ginocchio destro, dopo quasi quattro anni di assenza dalla Nazionale, venne infatti nuovamente  inserito in gruppo alla vigilia dei mondiali americani. In tre sole amichevoli convinse il CT Parreira a promuoverlo da ultima delle riserve a titolare inamovibile.

La leggenda narra che Aldair inizia a giocare difensore per un motivo semplice: “Giocando da attaccante prendevo troppi calci”, disse ‘Pluto’. Giunto alla Roma subito dopo la finale di Coppa dei Campioni disputata contro il Milan nelle file del Benfica (con Eriksson che ne illustra le doti al presidente Viola), Aldair vive in giallorosso gli anni più esaltanti della sua carriera. Vince tutto con il Brasile: Campionato del Mondo (1994), Confederations Cup (1997), Coppa America (1989 e 1997) e una medaglia Olimpica (1996, un bronzo per la precisione), mentre alla Roma vince il terzo scudetto della storia del Club (2001), una Coppa Italia (1991) e una Supercoppa di Lega (2001, anche se non scese in campo contro la Fiorentina). La cifra più intensa della sua militanza rimane però l’identificazione con i tifosi e con i colori sociali. A tre giorni dalla decisiva sfida contro il Parma del 17 giugno 2001, Aldair rilasciò una dichiarazione che è utile a far comprendere i suoi sentimenti per il Club che l’ha visto protagonista per 13 meravigliose stagioni: “Percepisco l’ansia dei tifosi, la loro attesa, la loro grandissima voglia di esplodere, di fare festa. Aspettiamo ancora un pochino, li capisco: non ne possono più. Mi sento come loro, uno di loro in questo momento. C’è da fare un ultimo sforzo, noi e loro, poi tutto sarà bellissimo”.

“Sono davvero contentissimo per questo riconoscimento da parte dei tifosi e della commissione. Sono riconoscente anche nei confronti degli altri giocatori eletti, per me è un onore. Quello che abbiamo fatto sul campo si vede che non è stato dimenticato. Di Roma ricordo con particolare affetto due momenti. Quando nella stagione ’93-‘94 tornai dopo l’infortunio, in un momento difficilissimo per la squadra, i tifosi mi fecero sentire tutto il loro amore. E poi naturalmente lo Scudetto e la meravigliosa festa che coinvolse tutta la città”.

Aldair Nascimento Santos
Competizione Presenze Gol segnati
Serie A 330 14
Coppa Italia 41 2
Coppe europee 64 4
Supercoppa 1 0
Totale 436 20