10 curiosità sullo Stadio Olimpico

Il primo match dell’AS Roma su quel campo fu uno 0-0 contro la Spal, il 31 maggio 1953, nell’ultima giornata di campionato: parliamo dell’Olimpico, uno degli stadi più famosi del mondo. Il 13 settembre 1953, i giallorossi iniziarono la loro prima intera stagione al Foro Italico, con una vittoria per 4-0 sul Genoa.

Tiziano Riccardi ci presenta la sua lista di 10 curiosità su quella che è la casa della Roma da oltre 60 anni…

1. Per l’inaugurazione un raccattapalle d’eccezione

Il 17 maggio 1953 lo Stadio Olimpico viene inaugurato ufficialmente in occasione della gara Italia – Ungheria. Per gli azzurri vengono schierati Bortoletto, Grosso, Venturi, Pandolfini, Galli e l’attaccante giallorosso Amadei. C’è un altro romanista, però che viene coinvolto: si tratta di Egidio Guarnacci, un prodotto del settore giovanile e futuro capitano della Roma. Guarnacci è all’Olimpico come raccattapalle. Prima dell’ingresso in campo, Sentimenti IV, alle prese con dei problemi “tecnici”, gli chiese in prestito i calzoncini da gioco con cui scese in campo.

2. Il Derby di Alberto… e Peppino

Lo stadio Olimpico è tirato a lucido per ospitare 75.000 spettatori per il derby che, di fatto, vede la nascita del mito di Dino Da Costa ai primi gol in campionato contro i biancocelesti (una doppietta nel computo dello 0-3 finale) nel derby del 14 ottobre 1956. Il match, neanche a farlo a posta, finisce nel film “Il Marito” che vede Alberto Mariani (Alberto Sordi), assillato da una moglie che gli impedisce di assistere alla gara allo stadio insieme al rivale laziale “Peppino” e “osa” persino intralciarne l’ascolto della diretta radiofonica. Alla fine della gara sugli spalti una “fiaccolata” che fece epoca e che, indubbiamente, rimase impressa nella memoria del grande Sordi.

3. Manfredini e… “I Mostri”

È uno dei film cult del neorealismo italiano: “I Mostri”, scritto da soggettisti del calibro di Elio Petri, Furio Scarpelli ed Ettore Scola (solo per citarne alcuni), per la regia di Dino Risi e racconta, in una serie di quadretti, i vizi della società italiana. L’episodio “Che vitaccia”, nasce il 10 febbraio 1963, durante Roma–Catania 5-1 disputata all’Olimpico. Quel giorno, secondo le cronache dell’epoca, Manfredini gioca una delle sue migliori partite da romanista. Le immagini del match (con il gol di testa di Orlando proprio su passaggio di Manfredini) fanno da scenario alla folgorante apparizione, sulle tribune dell’Olimpico, di Vittorio Gassman e del suo urlo immortale: “Forza Romaaaaaa!”.

4. Quegli altoparlanti birichini

Chi era allo stadio Olimpico quel 15 dicembre 1974 non può dimenticarlo. Al 23’ della ripresa uno scatenato Cordova serve Negrisolo che scodella un traversone nell’area della Fiorentina. Penzo si precipita sul pallone e colpisce di testa, Superchi con la forza della disperazione respinge, ma l’attaccante romanista in scivolata gonfia la rete. A questo punto dagli altoparlanti dell’Olimpico per pochi secondi venne irradiato il nuovo inno giallorosso. La voce di Venditti abbraccia tutto lo stadio: “Roma, Roma, Roma core de sta città, unico grande amore de tanta e tanta gente che fai sospira’ …”.  Non era mai accaduta una cosa del genere nel corso di una gara, non sarebbe mai più accaduto dopo, ma il battesimo dell’inno è da favola.

5. Tra calcio e musica

Il 14 ottobre 1979 Antonello Venditti “trascina” all’Olimpico Francesco De Gregori che non aveva mai assistito a una partita di calcio allo stadio. Quel giorno De Gregori “riscopre l’amore per la spettacolarità del calcio” assistendo a un gol di Bruno Conti. Dopo l’uscita della splendida “La leva calcistica del 1968” De Gregori dichiara: “E’ stata scritta nel 1980 ed è intrisa dei ricordi della Parrocchia di San Giulio a Monteverde Nuovo dove giocava da ragazzino (…). Quando penso a Nino immagino Bruno Conti come doveva essere a 12 anni”.

6. Un percorso scaramantico

Sergio Freddi, per decenni autista ufficiale dell’AS Roma, è stata una figura molto importante dello staff giallorosso. In un’intervista concessa alcuni anni fa, Sergio ricordava che nella gestione Liedholm, durante il campionato 1982/83, il suo itinerario verso lo stadio, per ragioni scaramantiche aveva un percorso fisso. La liturgia prevedeva anche di entrare con una sola manovra all’Olimpico: “Con il tempo – racconta Freddi – finì per crearsi la convinzione che quando riuscivo a eseguire il tutto con una singola manovra la squadra vinceva. Liedholm mi parlò molto seriamente. Mi disse che dovevo fare molta attenzione, perché se le cose andavano bene, loro, i ragazzi della squadra, avrebbero ricevuto un influsso positivo, si sarebbero sentiti galvanizzati. Scherzando gli dissi che a quel punto, visto che dipendeva da me, avrei chiesto il premio partita”.

7. Stadio Mondiale

L’Olimpico è uno dei 5 stadi europei ad aver ospitato la finale del Campionato del Mondo FIFA (1974 Olympiastadion di Monaco di Baviera – 1982 Santiago Bernabeu di Madrid – 1990 Stadio Olimpico di Roma – 1998 Stade de France di Saint Denis –  2006 Olympiastadion di Berlino). Dopo la vittoria della Germania nella sfida iridata dell’8 luglio 1990, Rudy Voeller, negli spogliatoi dell’Olimpico, dona la sua maglia a Giorgio Rossi, massaggiatore della Roma, il quale successivamente rifiuta un assegno di 5 milioni di lire offertogli da un giornalista tedesco per acquistare il prezioso cimelio. 

8. Il Capitano del futuro a bordocampo

È poco più di un fotogramma, pochi secondi, ma al termine della finale di ritorno della Coppa UEFA del 22 maggio 1991, nelle immagini RAI si vede in primo piano, a figura intera, un giovanissimo Francesco Totti (rigorosamente in tuta sociale) che sotto la Curva Nord (nel secondo tempo dietro la porta di Zenga aveva assistito da pochi metri al gol di Rizzitelli) aveva svolto l’incarico di raccattapalle. In una fase di gioco Francesco porge il pallone a capitan Giannini. “Quando mi succede oggi all’Olimpico di chiedere palla a uno dei ragazzi che sono a bordo campo – ha dichiarato Francesco – mi torna sempre in mente quel momento”.

9. Tutti e Totti in Sud

Il 30 maggio 1984 Francesco Rocca “scappa” da Coverciano per vedere la finale di Coppa dei Campioni. Avrebbe dovuto assistere al match in tribuna d’onore, ma quando glielo chiedono, va in Curva, tifoso tra i tifosi. Il bis verrà concesso da Bruno Conti il 30 maggio 1991, con il Campione del Mondo che dagli spalti della Sud sostenne la squadra impegnata nella finale di andata della Coppa Italia.  E’ ancora Coppa Italia quando il 12 aprile 2006, i muretti della Sud tornano a ospitare Francesco Totti, Capitano tra i tifosi per assistere alla semifinale contro il Parma. A Tonino Cagnucci che gli chiede come si senta in quel momento, Francesco risponde: “Che devo dire? Meglio di uno scudetto. Sono tornato a casa dopo 15 anni. La sensazione più bella”.  Il 10 dicembre 2006 è la volta di Delvecchio, in Sud per il derby, mentre Candela “debutterà” in Curva il 6 marzo 2010 in occasione del match contro il Milan.

10. 100 di questi Mapou

Quello del 25 maggio 2015 è stato il derby che ha permesso alla Roma di battere la Lazio non solo nella stracittadina ma anche nella lotta per l’accesso diretto alla Champions League. I gol di Iturbe e Mapou, insomma erano già abbondantemente nella storia. Un altro dato statistico però, conferisce ulteriore valenza a questa gara. Il derby di ritorno della stagione 2014/15 è infatti stato il 100° di campionato disputato allo Stadio Olimpico. Una vittoria, insomma, veramente da incorniciare. E 100 di questi derby!